Fabrizio Corona, la casa confiscata per attività sociali: diventa “aula della legalità”

L'ex casa del fotografo dei vip, che sta pagando il suo debito con la legge, è diventata un'aula per gli studenti

Le stanze della fastosa abitazione al centro dei procedimenti di Fabrizio Corona sono diventate adesso classi per gli studenti milanesi. L’iniziativa rientra nel programma di nuova destinazione dei beni confiscati frutto di attività criminali a progetti di attività con finalità sociali e coinvolge gli alunni del liceo meneghino “Volta”. Il salone l’ex fotografo dei vip, che sta scontando ai domiciliari i circa tre anni di pena che gli restano, teatro delle feste con le quali trascorreva le serate, si è trasformato così nell'”aula della legalità”.

Fabrizio Corona, la casa confiscata per attività sociali: l’appartamento di lusso

Il lussuoso appartamento di otto vani di via De Cristoforis, nella zona della movida di Milano di corso Como, valutato circa 2,5 milioni di euro (qui abbiamo parlato del costo della villa di Cristiano Ronaldo) era stato prima posto sotto sequestro nel 2016 per poi essere confiscato nel 2018 dal Tribunale di Milano perché acquistato con soldi di “provenienza illecita” legati a un fallimento e a reati tributari.

Tre anni fa i giudici della Sezione misure di prevenzione del foro meneghino avevano accolto la richiesta della procura di confiscare l’immobile intestato a un prestanome da Corona, perché in quel periodo era soggetto a “un’esposizione verso il Fisco considerevole e non poteva intestarlo nemmeno alla sua società Fenice srl, che non versava le imposte” e per questo “facilmente aggredibile” dall’Agenzia delle Entrate.

L’ex fotografo dei vip (qui per scoprire i guadagni delle star dopo la loro morte) aveva continuato a utilizzare l’abitazione per un certo periodo, pagando regolarmente l’affitto allo Stato, fino all’avviso di sfratto arrivato nel febbraio del 2019.

Fabrizio Corona, la casa confiscata per attività sociali: l’iniziativa

L’appartamento è diventato così un luogo dove ospitare attività didattiche di valore sociale per gli studenti delle superiori, a partire dalla prima lezione promossa dall’Agenzia nazionale per i beni confiscati e seguita dai liceali milanesi del “Volta” (qui abbiamo parlato della retta di un prestigioso licelo milanese) dal titolo “Il codice antimafia e i vari modi in cui Stato ed enti locali destinano i beni sequestrati e confiscati”.

Un progetto accolto con soddisfazione dal presidente della Sezione prevenzione milanese, Fabio Roia, per dimostrare di saper mettere nuovamente a servizio della cittadinanza i beni confiscati da attività illecite.

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