eSports, settore in crescita anche in Italia: cos’è e quanto guadagna un giocatore

Gli eSports sono ormai una realtà a livello mondiale, soprattutto negli Stati Uniti e in Asia. Il settore sta però crescendo anche in Italia: ecco quanto guadagnano i top player

Il nuovo rapporto dedicato agli eSports redatto da Italian Interactive Digital Entertainment Association (IIDEA) mostra come, nel nostro Paese, 475 mila persone seguano quotidianamente eventi legati al mondo degli sport virtuali. Si sale a 1 milione 620 mila persone se si considerano coloro che seguono un evento almeno paio di volte a settimana. Numeri notevoli, cresciuti probabilmente anche ‘grazie’ alla pandemia e allo stop degli campionati ‘reali’, che hanno attirato ovviamente anche gli sponsor. Facendo lievitare gli stipendi dei giocatori di eSports professionisti.

eSports, settore in crescita anche in Italia: quanto guadagna un giocatore

Il calciatore più pagato al mondo nel 2020, secondo France Football, è stato Lionel Messi. Il numero 10 del Barcellona avrebbe guadagnato 131 milioni di euro, di cui circa 87 milioni di euro considerati come ingaggio lordo (6,1 milioni di euro di premi e altri 38 milioni di euro da contratti pubblicitari e altre operazioni commerciali). Al secondo posto, l’asso portoghese della Juventus: Cristiano Ronaldo con 118 milioni di euro (di cui: 57,5 milioni di euro di ingaggio lordo, 500 mila euro di premi e oltre 60 milioni di euro di contratti pubblicitari e altre operazioni, tra cui lo sfruttamento del suo marchio).

Numeri altissimi, inavvicinabili anche dai top player degli eSports, anche se le cifre stanno crescendo parecchio. Secondo quanto riportato alla Gazzetta dello Sport, Andreas ‘Xyp9x’ Hojsleth degli Astralis, giocatore di Counter-Strike, ha dichiarato di aver guadagnato 9 mila dollari al mese nel 2016, quando il fenomeno non era ancora esploso. Cloud9, organizzazione multigaming, nell’autunno 2020 ha invece svelato i dettagli economici in seguito alla firma del giovane Alex McMeekin: 550 mila dollari all’anno.

Ma più il talento aumenta, più il conto in banca cresce. Faker, nickname di Lee Sang-yeok, considerato il più forte giocatore di sempre di League of Legends, in più di un’occasione ha rivelato di aver rifiutato un contratto da 10 milioni di dollari l’anno messo sul piatto da una grande organizzazione cinese. Rifiuto ricompensato con una quota di controllo della società per cui lavora.

Poi, oltre agli stipendi, c’è da valutare il discorso dei cartellini. Proprio come nella realtà, infatti, un club deve pagare il diritto di proprietà a un altro prima di avvalersi delle prestazioni di quel giocatore. Alcuni cartellini vengono valutati oltre 5 milioni di dollari: è il caso di Hu ‘SwordArt’ Zhu Jie, vice-campione del mondo di League of Legends, il cui cartellino è stato acquistato a novembre dagli americani di TeamSoloMid per 6 milioni di dollari versati a Suning Esports.

eSports, settore in crescita: le mosse degli sponsor

Secondo il rapporto IIDEA, la fanbase eSports dichiara un’elevata reattività e propensione verso i brand sponsor. I prodotti e servizi che vengono percepiti più affini ad una sponsorizzazione eSports sono quelli del settore gaming (20%), seguiti da energy drink (19%), snack e merendine (18%), servizi Internet (17%).

Per quanto riguarda le diverse modalità di branding da poter adottare durante gli eventi, i loghi sulle divise e gli spot pubblicitari vengono considerati i più adatti da utilizzare durante le attività. In conclusione, anche in termini di attitudine verso le sponsorizzazioni, la fanbase eSports dichiara un’elevata attenzione ai brand in quanto è più propensa a ricordarsi una sponsorizzazione da parte di una società che viene associata a un interesse e di informarsi attivamente sulle sponsorizzazioni.

I dieci principali brand che nel 2020 hanno investito negli eSports, secondo eSportsmag, sono:

  • Levi’s
  • Duracell
  • Chupa Chups
  • Babybel
  • Td Bank
  • Marina degli Stati Uniti
  • Rothman Orthopaedics
  • Getty Images
  • IBM
  • BMW

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