Ennio Doris, non solo Banca Mediolanum: le cifre del suo impero

Deceduto all’età di 81 anni, il fondatore dell’istituto milanese era partito dal basso per poi costruirsi una carriera inimmaginabile: ecco la sua storia

Ennio Doris, scomparso all’età di 81 anni nella notte tra il 23 e il 24 novembre 2021, viene ricordato principalmente per essere stato il fondatore di Banca Mediolanum. Imprenditore e banchiere, era nato a Tombolo, comune nella provincia di Padova. Dopo il diploma in ragioneria, Ennio Doris inizia la sua carriera lavorativa come venditore porta a porta presso la Banca Antoniana di Padova e Trieste (oggi Antonveneta), dove rimane per otto anni.

Spinto dall’amico Gianfranco Cassol (suo compagno di scuola), nel 1969 inizia la sua attività nel campo della consulenza finanziaria per la società Fideuram (oggi confluita nel gruppo di Intesa Sanpaolo). Nel 1971 entra a far parte della società Dival, che aveva appena dato vita al fondo comune di diritto lussemburghese “TreR” (dalle iniziali dei tre gruppi promotori: RAS, Rothschild e Rockfeller).

Qui comincia in una struttura commerciale inizialmente composta da pochi collaboratori, ma nel giro di dieci anni raggiunge la qualifica di “divisional manager” con un gruppo di ben 700 persone. Il successo in Dival e l’esperienza accumulata nel mondo del risparmio fanno maturare in lui il desiderio di realizzare un progetto imprenditoriale che offrisse ai clienti una consulenza finanziaria “globale”.

I primi progetti e la svolta con Berlusconi

La svolta arriva nel 1981, quando Silvio Berlusconi rilascia un’intervista pubblica in cui dichiara: “Se qualcuno ha un’idea e vuole diventare imprenditore, mi venga a trovare. E se l’idea è buona ci lavoriamo insieme”. Un incontro casuale a Portofino permette a Ennio Doris di conoscere Berlusconi e di presentargli il suo progetto, convincendolo a parteciparvi (nonostante i primi processi).

Nel febbraio del 1982 nasce così la società Programma Italia, la prima rete ad offrire assistenza nel settore del risparmio, posseduta pariteticamente dal Gruppo Fininvest e dallo stesso Ennio Doris. Sotto la sua guida la rete di promotori cresce rapidamente, come pure il fatturato dell’azienda. Nel 1994 Programma Italia S.p.A. muta la propria denominazione sociale in Mediolanum S.p.A.

Nel giugno del 1996 l’azienda viene quotata in Borsa, poi l’anno successivo nasce la nuova Banca Mediolanum, di cui Ennio Doris diviene subito presidente. A partire dal 1999, Doris assume anche il ruolo di testimonial pubblicitario dell’istituto, una scelta lungimirante di impegno mediatico in prima persona per trasmettere fiducia e trasparenza ai clienti. Nel 2002 Doris viene infine nominato Cavaliere del Lavoro.

Oltre alla Banca, molto di più

“Sono una persona molto concreta, le mie sono origini umili e mi rendo conto di essere arrivato a livelli impensabili; per questo, anche se non posso non concedere qualcosa ai piaceri della vita, il mio lusso va sempre considerato un investimento“: queste le parole di Ennio Doris durante un’intervista rilasciata pochi anni fa. Aveva inoltre confessato che “il mio sogno realizzato sono state la splendida villa di Tombolo (abitazione principale della famiglia) e quella sarda di Porto Rotondo” (qui la particolare situazione di Alitalia in Sardegna).

Negli anni però il patrimonio di Ennio Doris (che Forbes ha inserito come sedicesima persona più ricca d’Italia, con un capitale di circa 3 miliardi di euro), non si è limitato alla sola Banca Mediolanum e alle residenze. L’imprenditore ha infatti espresso più volte un forte affetto anche per i 3mila ettari di terra della tenuta di Torviscosa (provincia di Udine) e per il super-yacht Seven, avvistato a più riprese nelle acque dell’Isola d’Elba (lungo 60 metri e largo 12, può ospitare fino a 12 persone nelle sue 5 cabine).

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