Cos’è la nuova, folle, sfida contro Putin che corre sul web

È iniziato tutto con un tweet in russo dell'imprenditore Elon Musk, e ora l'hashtag #AmmuzzoSfidaPutin è diventato virale in tutta Italia

Elon Musk sfida Vladimir Putin e fa impazzire il web. Con l’usuale dose di folle ironia che contraddistingue le sue imprese e le sue dichiarazioni sui social, il milionario di Tesla e SpaceX ha deciso di esporsi, ancora una volta, in favore dell’Ucraina. Via Twitter ha chiesto un duello a singolar tenzone al presidente russo. In palio la liberazione di Kiev. La sua provocazione ha scatenato l’ilarità generale e una vera e propria ondata di meme e post a tema in Italia, con l’hashtag #AmmuzzoSfidaPutin.

Il “piccolo giovane diavolo” Elon Musk sfida Vladimir Putin a un combattimento

Il fondatore di PayPal ha anche taggato l’account ufficiale del Cremlino per ottenere una risposta. In russo ha chiesto la disponibilità al capo di Stato di Mosca per combattere per l’Ucraina. Dmitry Peskov, portavoce di Vladimir Putin, ha dichiarato che “non leggiamo Twitter da molto tempo e non abbiamo seguito la vicenda”.

E se finora il numero uno di Mosca non ha risposto, sono in tanti i dirigenti russi che hanno colto la provocazione dell’eccentrico imprenditore.

Tra loro Dmitry Rogozin, fedelissimo dello Zar e numero uno dell’agenzia aerospaziale russa, la Roscosmos, su Twitter ha risposto a Elon Musk citando una poesia in cui si fa riferimento a un “piccolo giovane diavolo, troppo debole per competere contro di me”.

Sfida tra Elon Musk e Vladimir Putin, Telegram tiene libero l’account “Elona”

Nella discussione è entrato anche il governatore della Cecenia, repubblica che fa parte della Federazione Russa, Ramzan Kadyrov. Anche lui tra i più vicini al presidente russo, ha replicato con un’infelice frase sessista a “Ilona”, versione femminile di Elon, sottolineando che non avrebbe la forza fisica per sconfiggere Vladimir Putin.

Il “terrore dell’Occidente”, come l’ha definito il presidente ceceno, sarebbe “antisportivo” se battesse “un opponente debole come te”. Nel tweet si legge anche che il patron di Tesla dovrebbe mettere su un po’ di muscoli per “trasformarsi dalla tenera Ilona al più mascolino Elon”.

Musk non ha perso tempo a replicare a Kadyrov, scrivendo che se Vladimir Putin “ha paura di combattere, accetterò di usare solo la mia mano sinistra. E non sono nemmeno mancino”. Per poi firmarsi “Elona”. Lo scambio è piaciuto molto a Pavel Durov, fondatore di Telegram, tanto che sull’app di messaggistica ha tenuto libero l’username “Elona” per l’imprenditore.

In un altro post il leader ceceno ha dichiarato comunque di rispettare il carattere forte e la determinazione di Elon Musk, questa volta parlando di lui al maschile.

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#AmmuzzoSfidaPutin: così su internet si combatte la Russia a suon di meme

Il popolo del web italiano non si è fatto sfuggire la diatriba social e l’ennesima pazza iniziativa di Elon Musk, creando meme e vignette con personaggi politici nostrani intenti a sfidare Vladimir Putin nelle battaglie più disparate. Tra le altre gira un’immagine con Matteo Renzi e il presidente russo che giocano ai videogame, con la didascalia “Renzi sfida Putin alla PlayStation”.

È diventato virale l’hashtag #AmmuzzoSfidaPutin, che, con un mix di dialetti meridionali e slang digitale, sottolinea come qualsiasi personaggio, anche il più improbabile, potrebbe sfidare il presidente russo. C’è anche chi invita il capo del Cremlino a dire papalina, riesumando le regole del FantaSanremo, di cui vi abbiamo parlato qui.

Cosa sta facendo davvero Elon Musk con le sue aziende per aiutare l’Ucraina

Insomma, Elon Musk, con la sua provocazione, ha alimentato l’ironia degli utenti dei social network, che, impotenti davanti agli orrori di guerra che si stanno consumando in Ucraina, esorcizzano la guerra a suon di meme e battute sul presidente russo.

Il capo di Tesla, oltre alla sfida a singolar tenzone, ha comunque deciso di agire in favore del popolo ucraino su più fronti, interloquendo direttamente con il presidente Volodymyr Zelensky, a cui ha promesso tutto il supporto possibile.

A iniziare da quello fornito attraverso la rete di satelliti Starlink, con l’invio gratuito di modem a Kiev per dotare il Paese di internet, come anticipato qua, e concedendo permessi pagati di tre mesi, come spiegato qui, ai lavoratori ucraini che decidono di partire per il fronte e indossare l’uniforme militare contro l’invasore russo.