Ecco la Capitale italiana della Cultura 2024

La città marchigiana di Pesaro è stata scelta tra dieci candidate e ha dedicato la vittoria alla città ucraina di Kharkiv

La capitale italiana della cultura nel 2024 sarà Pesaro. La città nelle Marche è stata scelta tra le dieci contendenti. Un riconoscimento della durata di un anno e che prevede un finanziamento di un milione di euro per la realizzazione di tutti gli eventi e i progetti presentati con la candidatura.

Ecco la Capitale italiana della Cultura 2024: le città in finale

Ad annunciare l’assegnazione del titolo a Pesaro è stato lo stesso ministro della Cultura Dario Franceschini, nella cerimonia successiva alle audizioni di trenta minuti concesse ad ogni candidata nei giorni scorsi per esporre i propri programmi.

La città marchigiano ha battuto nel “derby” Ascoli Piceno, insieme alle altre 8 finaliste Chioggia (VE), Grosseto, Mesagne (BR), Pesaro, Sestri Levante con il Tigullio (GE), Siracusa, Unione dei Comuni Paestum-Alto Cilento (SA), Viareggio (LU) e Vicenza.

Un successo raggiunto in anticipo, visto che la commissione presieduta da Silvia Calandrelli avrebbe avuto tempo fino al 29 marzo per indicare al ministro della Cultura Dario Franceschini, la città vincitrice (qui avevamo riportato tutte e 24 le città candidate a Capitale della Cultura).

Ecco la Capitale italiana della Cultura 2024: la dedica a Kharkiv

Il sindaco di Pesaro, Matteo Ricci, ha dedicato la vittoria alla città ucraina di Kharkiv, tartassata dai bombardamenti russi, mostrando una doppia foglia di Ginkus Biloba, pianta che sopravvisse alla bomba atomica di Hiroshima, con i colori della bandiera Ucraina (qui abbiamo parlato della catastrofe umanitaria in corso in Ucraina).

Con la cultura si impara a vivere insieme; si impara soprattutto che non siamo soli al mondo, che esistono altri popoli e altre tradizioni. Si impara e si cresce” ha scritto su Facebook il primo cittadino.

“E il mio desiderio è proprio questo. Portare il Comune di Pesaro ad essere ancora più grande ed aperto, a costruire un nuovo rapporto con lo spazio, sostenibile e innovativo, fondato sempre di più sulla bellezza e sulla cultura del fare. Buon lavoro a Pesaro e ai pesaresi” ha scritto Ricci (qui avevamo analizzato i costi e rischi per una città nominata Capitale della Cultura).

“È molto bello il gesto con cui il sindaco di Pesaro ha dedicato la vittoria a Capitale italiana della Cultura 2024 a Kharkiv” ha detto il ministro della Cultura Dario Franceschini “Veramente un gesto molto simbolico e molto forte. Dobbiamo continuare a guardare avanti, speriamo che nel 2024 tutto questo sia da molto tempo alle spalle” è stato il suo commento.

Ecco la Capitale italiana della Cultura 2024: la candidatura

Kharkiv del resto è un’altra città “musicale” come Pesaro, sede del prestigioso Festival Rossiniano.

Come si legge nella presentazione alla candidatura si tratta di “un percorso in cui Pesaro non sarà sola perché è stata attivata una ‘strategia collettiva’ pensata per coinvolgere tutti i 50 Comuni della Provincia di Pesaro e Urbino e il sistema di enti, associazioni e professionisti della cultura con cui la città del Rossini Opera Festival ha intrecciato negli anni rapporti ormai solidi. Dunque, una candidatura plurale che rafforzerà il brand di Pesaro e di un territorio che punta e investe sulla cultura come motore di sviluppo”.

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Ecco la Capitale italiana della Cultura 2024: le motivazioni

Nel motivare la scelta della Capitale della Cultura 2024 la commissione ha spiegato che “la città di Pesaro offre al Paese una eccellente candidatura basata su un progetto culturale che, valorizzando un territorio già straordinariamente ricco di testimonianze storiche e preziosità paesaggistico-ambientali, propone azioni concrete attraverso le quali favorire anche l’integrazione, l’innovazione, lo sviluppo socio-economico”.

Secondo la giuria si tratta del “giusto equilibrio tra natura, cultura e tecnologia, tre elementi che si fondono in un contesto di azione condivisa tra pubblico e privato”.