Cristiano Ronaldo, i motivi “fiscali” per cui ha scelto il Manchester United

Cristiano Ronaldo ha lasciato la Juventus per ritornare al "suo" Manchester United: oltre al lato romantico, però, a pesare è stato anche quello economico. Soprattutto l'aspetto legato alle tasse

Il trasferimento di Cristiano Ronaldo dalla Juventus al Manchester United, insieme all’addio di Lionel Messi al Barcellona per approdare al Paris Saint Germain, è stato il più clamoroso dell’estate segnata dal calciomercato. Il portoghese ha rinunciato ai 31 milioni di euro garantiti dal club bianconero, abbassandosi lo stipendio nel suo passaggio ai Red Devils, con cui in passato ha vinto tutto (Champions League compresa).

Ma oltre al lato romantico, a pesare sulla scelta del fuoriclasse è stato anche quello economico. Soprattutto l’aspetto legato alle tasse.

Cristiano Ronaldo, quanto guadagna al Manchester United

Cristiano Ronaldo con la Juventus ha segnato 101 gol in 134 partite. Al Manchester United, dove ha giocato dall’estate 2003 all’estate 2009, i gol erano stati 118 in 292 partite ufficiali.

Il portoghese torna all’Old Trafford per altri tre anni, dato che ha firmato un contratto che scadrà nel 2024: guadagnerà 25 milioni di euro netti a stagione. Uno stipendio che lo vede confermarsi tra i calciatori più pagati al mondo, anche se un po’ meno rispetto al periodo in bianconero.

Dunque, Cristiano Rolando guadagnerà poco più di 2 milioni di euro al mese, circa 67 mila euro al giorno, ossia 2.800 euro l’ora, 46 euro al minuto: 77 centesimi di euro al secondo.

Nel frattempo, la sua maglia numero 7 con i Red Devils è stata la divisa da gioco più venduta nelle 24 ore successive all’ufficialità del trasferimento negli Stati Uniti. Stando ai dati forniti dal sito specializzato Fanatics, infatti, ha superato in termini di acquisto quella di Lionel Messi al Psg, di Bryce Harper ai Philadelphia Phillies (Baseball), di Tom Brady ai Tampa Bay Buccaneers (Football americano) e di LeBron James ai Los Angeles Lakers.

Cristiano Ronaldo, i motivi “fiscali” per cui ha scelto il Manchester United

Cristiano Ronaldo, grazie al Decreto Crescita, nei suoi anni ‘italiani’ ha pagato solamente 100 mila euro all’anno per tutti i ricavi provenienti dall’estero. Tassazione normale per lo stipendio, ma forfait per tutti i contratti derivanti dalle sponsorizzazioni (la vera fortuna del portoghese).

Il regime fiscale inglese, infatti, è ancora più conveniente per gli stranieri. Il bonus ‘Res non Dom‘, riservato alle persone che vivono e lavorano nel Regno Unito, ma hanno la residenza fissa in un altro Paese, scende dai 100 mila euro previsti dall’Italia a zero. In sostanza, per i prossimi sette anni, Cristiano Ronaldo non pagherà un centesimo di tasse per i contratti firmati con gli sponsor. Il portoghese aveva già beneficiato dell’agevolazione nel 2003, al suo primo anno a Manchester, ma per un cavillo potrà ottenerlo di nuovo.

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