Covid, che spreco di cibo: miliardi in fumo a causa delle chiusure

Sono a rischio milioni di posti di lavoro a causa della chiusura delle attività di ristorazione e somministrazione di bevande alcolico, ai danni delle filiere agroalimentare e vitivinicola

Lo scorso anno vini e cibo per una valore complessivo di circa 5 miliardi di euro sono rimasti invenduti a causa delle chiusure, decise tramite atti normativi o de facto a causa dell’aumento dei contagi Covid. Il trend sembra per il 2022 in ulteriore peggioramento, considerato che bar, trattorie, ristoranti, pizzerie e agriturismi stanno rimanendo vuoti a causa della nuova variante Omicron. Con conseguenze disastrose su tutta la filiera.

Perché il cibo rimane invenduto nei locali e cosa c’entra il Covid

A spiegarlo è Coldiretti, che lancia l’allarme sulla diffusione dei ceppi BA.1 e BA.2, Omicron e Omicron 2 (qua i sintomi e le differenze tra le due varianti), che stanno prolungando le difficoltà per tutto il settore della ristorazione. I locali sono vuoti infatti a causa del timore per la crescita esponenziale dei contagi, per la proroga dello smart working e per il calo dei flussi turistici.

Ma anche e soprattutto perché molti italiani sono in casa, positivi al coronavirus o in quarantena dopo contatti stretti. E non poteva succedere in un periodo peggiore, quando l’aumento del prezzo dell’energia ha fatto aumentare notevolmente i costi di produzione della materia prima, e quindi i prezzi tanto per i ristoranti quanto per i consumatori finali.

Quali filiere di cibo e alcol stanno subendo più danni causa Covid

A pesare maggiormente sono alcuni settori, come quello ittico e quello vitivinicolo, per cui la ristorazione rappresenta il principale canale di commercializzazione, a livello di fatturato. La riduzione dell’attività pesa dunque sul pesce e il vino, ma anche sulla birra, sulla frutta e sulla verdura.

E colpisce particolarmente i prodotti di alta gamma e di lusso, dalle bollicine ai salumi, passando per i formaggi e i tartufi, e tutti quei prodotti che, salvo occasioni speciali, non entrano nel carrello della spesa per la maggior parte delle famiglie italiane.

Covid, con le chiusure e i locali vuoti rischiano milioni di lavoratori

A cosa potremmo andare incontro se il trend dovesse confermarsi quello attuale, con la permanenza dei locali vuoti ancora per il prossimo periodo? Coldiretti spiega che la filiera agroalimentare nazionale valeva nel 2021 ben 574 miliardi di euro, pari al 25% del Pil italiano.

Una catena produttiva che è necessario salvaguardare non solo perché si tratta di un settore chiave e una realtà da primato per qualità e sicurezza, riconosciuta in tutto il mondo per la bontà dei prodotti. Ma che dà lavoro a davvero tanti nostri connazionali.

Solo nella ristorazione sono coinvolti 360 mila esercizi commerciali e non, tra bar, ristoranti, agriturismi e mense. Nella Penisola operano 70 mila industrie alimentari e ben 740 mila aziende agricole. Per un totale di 3,8 milioni di posti di lavoro. Che rischiano di saltare a causa del cibo che stiamo sprecando, perché invenduto, a causa del Covid.

Per sostenere il settore, potreste scegliere di passare la serata in uno dei i nuovi ristoranti stellati della Guida Michelin 2022, qua i migliori. Riguardo le chiusure e le limitazioni, tutto potrebbe cambiare molto presto, con l’eliminazione delle fasce di colore. Ma è atteso un provvedimento del Governo. Per ora ecco le Regioni che rischiano la zona arancione.