Dipinto di Caravaggio salvato dall’asta a 1.500 euro? Cosa sappiamo

L'opera è stata tolta dal catalogo per la possibilità che appartenga al maestro del '600

Era pronto per essere battuto a 1.500 euro, ma a poche ore è stato ritirato dal catalogo. Un “Ecce Homo” che stava per andare all’asta alla casa Ansorena di Madrid, escluso per i dubbi sulla paternità dell’opera e che potrebbe rivelarsi invece un Caravaggio di inestimabile valore.

Dipinto di Caravaggio salvato dall’asta a 1.500 euro? La vicenda

Il quadro, archiviato col nome di “Incoronazione di spine” era stato attribuito inizialmente al circolo di José de Ribera, noto come lo Spagnoletto, un pittore minore seguace del caravaggismo. Ma il lotto 229, un olio su tela di 111 x 86 centimetri, non sarebbe una delle tante tra le 1.483 presenti nel catalogo della casa d’asta spagnola, specializzata in antichità nazionali dal 1845. Tanto che il governo spagnolo avrebbe vincolato l’eventuale vendita alla permanenza entro i confini iberici.

“Il lotto è stato ritirato perché dobbiamo fare verifiche e studiare più approfonditamente il pezzo. I proprietari avevano dei dubbi” ha dichiarato la Ansorena per motivare il ritiro del quadro, sul quale via via sempre più esperti si stanno esprimendo verso l’attribuzione a Caravaggio.

Dipinto di Caravaggio salvato dall’asta a 1.500 euro? I pareri

Sembrerebbe esserne convinta Maria Cristina Terzaghi, professoressa associata di storia dell’arte moderna a Roma Tre ed esperta del maestro del ‘600: “Il manto di porpora di cui viene rivestito il Cristo ha la stessa valenza compositivo del rosso della Salomé del Prado di Madrid”, spiega la studiosa.

Concorda anche il critico d’arte Vittorio Sgarbi, il quale sarebbe stato pronto anche ad acquistare il quadro a centinaia di migliaia di euro, ma è tra i mercanti ed esperti rimasti delusi. Secondo Sgarbi se davvero dovesse risultare opera di Michelangelo Merisi allora potrebbe valere anche “100-150 milioni se lo vendi a un privato tipo Thyssen e 40-50 se lo vendi al Prado”.

Non sarebbe la prima volta che un Caravaggio autentico sia rimasto nascosto per secoli. Il caso più recente è la “Maddalena in estasi“, attribuita da Mina Gregori, esperta della critica caravaggesca, ed ereditata da collezionisti non esperti.

Un’altra opera come “La Cattura di Cristo“, custodita inconsapevolmente dalla chiesa di Sant’Ignazio di Dublino, è stata riconosciuta come dipinto di Caravaggio soltanto nel 1990, grazie all’iniziativa di Sergio Benedetti, curatore della National Gallery irlandese, e agli studi di Francesca Cappelletti e Laura Testa.

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