Mino Raiola: affari da Montecarlo a Malta, quanto guadagna il procuratore più famoso del calcio dal patrimonio stellare

Tra i più influenti procuratori al mondo, il re del calcio internazionale smuove tantissimi soldi. Il caso Report e le sue operazioni più redditizie

Un nuovo scandalo sta per investire il mondo del calcio? Il sogno e poi il crollo improvviso della Super Lega, che avrebbe dovuto ospitare solo i migliori e più ricchi club di calcio del Vecchio Continente, ha aperto una voragine sulle finanze delle squadre più forti, in Italia e in Europa.

Soldi, tanti soldi: ma il calcio è in rosso, perché?

In Serie A, con la sola eccezione del Napoli, tutti i grandi club hanno bilanci in profondo rosso, aggravati dai contraccolpi del Covid. Ma perché i conti non tornano? Qual è la ragione di passivi di bilancio da svariate centinaia di milioni di euro? Corruzione, riciclaggio, conflitti di interesse dettano le regole del gioco?

Questa la domanda da cui è partito Report in una delle sue ultime inchieste dal titolo “Splendori e miserie dei signori del calcio” di Daniele Autieri, ricostruendo le ambiguità e le anomalie nella compravendita dei calciatori. In cui a muovere le pedine in campo sono in primis i procuratori, dai grandi come Mino Raiola, ai meno conosciuti, che si muovono nel mercato intermedio.

Nel 2020 le squadre di Serie A, spiega Report, hanno pagato ai procuratori 140 milioni di euro come diritti di intermediazione. Una spesa “che si giustifica solo attraverso il rapporto malato messo in piedi tra procuratori, presidenti e direttori sportivi degli stessi club”. Un rapporto spesso alimentato da conflitti di interesse, dove anche le mafie si infilerebbero senza grandi ostacoli. “Una guerra per i soldi in cui le prime vittime sono proprio i club”.

In Europa, su 7mila agenti, appena 156 fatturano più di 6 milioni di euro l’anno (qui trovate una interessante intervista di Virgilio Sport a Gianluca Di Marzio proprio sui procuratori e quanto contano nel calciomercato). “Sono loro che influenzano il mercato grazie a un legame strettissimo con i presidenti e i direttori sportivi dei grandi club. E visto il giro di denaro, quella delle intermediazioni è una delle strade battute dalla criminalità per infiltrarsi nel calcio” spiega Report. Vincenzo Morabito, uno dei procuratori più noti in Italia e all’estero, in un fuorionda racconta persino i retroscena del pestaggio subito nel gennaio del 2019 a Milano da Davide Lippi, figlio dell’ex-Ct campione del Mondo Marcello Lippi.

Diverse le operazioni “anomale”, come quella che porta, il 10 maggio 2018, la Roma ad annunciare l’acquisto per 8 milioni di euro, dalla Dinamo di Zagabria, di Ante Coric, centrocampista 23enne presentato ai tifosi come una giovane promessa. Che comporta una commissione da 1,2 milioni di euro che la Cornersport Management di Giuseppe Cionci chiede alla Roma. Una operazione su cui ora la procura di Zagabria cerca di far luce.

O quella attorno all’attaccante kossovaro Muriqi, chiusa a settembre da Igli Tare, “una festa per tanti intermediari”. Oltre all’agente e all’avvocato del calciatore, nell’affare entra l’albanese Shkumbin Qormemeti, un agente con pochissimi atleti e grande amico di Igli Tare. Accanto a lui anche i fratelli Gabriele e Valerio Giuffrida, agente il primo, commercialista il secondo.

“I due hanno rapporti strettissimi con dirigenti e presidenti dei club al punto che Valerio Giuffrida siede nel collegio dei sindaci della Lazio Events”. 18 milioni di euro per il giocatore kosovaro comprato in Turchia dove sempre il fratello di Igli Tare, Genti, è ambasciatore dell’Albania.

Mino Raiola, la carriera del procuratore più influente del calcio e quanto guadagna

Mino Raiola è uno dei più influenti procuratori al mondo, con una carriera iniziata a vent’anni. La notorietà arriva grazie ad alcuni calciatori strafamosi, che segue in trattative milionarie: in particolare, nel 2009 il passaggio di Zlatan Ibrahimović dall’Inter al Barcellona gli frutta 1,2 milioni di euro l’anno, pagati dal Barcellona fino al 2014.

Nell’estate del 2012 è protagonista del passaggio di Ibrahimović dal Milan al Paris Saint-Germain e di Paul Pogba dal Manchester Utd alla Juventus. Nel gennaio del 2013 si occupa del trasferimento di Mario Balotelli dal Manchester City al Milan. Nel 2014 cura di nuovo il trasferimento di Balotelli dal Milan al Liverpool e porta a termine la trattativa per il rinnovo del contratto di Pogba, legato alla Juventus fino al 2019.

E di soldi, Raiola, ne smuove tantissimi. Nel 2016, ad esempio, con il passaggio di Pogba dalla Juve allo United, avrebbe incassato la bellezza di 49 milioni. Nel 2017, sarebbe riuscito a muovere qualcosa come 437 milioni, di cui 43 finiti nelle sue tasche.

Poi arriva l’operazione Donnarumma, che ha un fatturato di oltre 850 milioni di euro. Nell’estate del 2019 porta anche a casa il trasferimento dell’olandese Matthijs de Ligt dall’Ajax alla Juventus per 75 milioni di euro complessivi (a lui ne vanno 10 milioni) e di Kōstas Manōlas dalla Roma al Napoli per 36 milioni.

I dubbi sulla sua società e il caso Report

Con un fatturato oggi di oltre 85 milioni di euro, è uno dei procuratori più influenti al mondo. Un impero costruito tra l’Italia e l’Olanda che però ha il suo baricentro tra Montecarlo, dove Raiola risiede, e Malta, dove invece ha sede la sua società, Three Sport. Condizione fiscale che gli permette di avere enormi vantaggi, con una tassazione di appena il 5%. La società però deve operare a Malta.

Il problema secondo Report è proprio la presenza nell’isola della sua società. Il requisito fondamentale sarebbe quello di non possedere una società fittizia, peccato che l’inviato della Rai non sia riuscito a visitare la sede. “Sul registro delle imprese la sede della società Three Sport è indicata in un palazzetto d’epoca a due passi dal porto e dalla Valletta. Lo raggiungiamo per capire se la società di Raiola esiste veramente”, ma la troupe non è la benvenuta. “E l’impressione è che il palazzetto d’epoca sia in realtà solo un domicilio fiscale per tante aziende”.

Raiola ha diffidato Report e la Rai, il programma di Sigfrido Ranucci ha replicato definendo la sua reazione “un attacco alla libertà di stampa”. L’indirizzo in cui Report è andato, dice il giornalista Rai, è quello che Raiola dichiara alla Federcalcio italiana, e che viene riportato in un documento ufficiale che fa fede anche per i controlli fiscali sulle operazioni di mediazione.

Report ha mandato due richieste di intervista a Raiola il 25 marzo e il 15 aprile. Alla prima richiesta la risposta è stata negativa. Alla seconda non c’è stata risposta. Giovedì scorso sono sono state inviate le domande: venerdì, dopo l’anticipazione dell’inchiesta, l’inviato Daniele Autieri è stato contattato dall’avvocato di Raiola dicendo che non avevano intenzione di rispondere.

L’inchiesta di Report la potete vedere integralmente qui.

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