Addio al grande Nino Cerruti, “decostruttore chic” della moda italiana

A 91 anni ci ha lasciato il grandissimo Nino Cerruti, stilista e imprenditore che ha portato la moda Made in Italy in tutto il mondo

Pioniere chic, avanguardista, curioso interprete del suo tempo, a tratti anarchico, “decostruttore”, trasformò la fabbrica tessile di famiglia in un marchio globale.

A 91 anni ci ha lasciato il grandissimo Nino Cerruti. Raffinato, di una eleganza innata, capace di cambiare per sempre il classico completo da uomo, con le sue celebri giacche decostruite, che aveva inventato cinquant’anni fa, affrancandole da imbottiture, fodere e taschini.

Inventore dell’unione perfetta tra tecnica e naturalezza, “il più francese degli stilisti italiani” come l’ha definito l’Encyclopédie de la Mode, se n’è andata così un’altra icona indiscussa della moda italiana.

Chi era Nino Cerruti

Biellese doc, ancorato a valori profondi, anche di riconoscenza alla sua terra che gli ha dato tanto, ma proiettato sul mondo, con casa a Parigi, il “signor Nino”, come amava essere chiamato in fabbrica, ha realizzato alcuni degli abiti più straordinari di tutti i tempi: indimenticabili quelli indossati da Anita Ekberg (rivoluzionario il suo verde acqua ne “La dolce vita”) e Coco Chanel, a cui disegnava personalmente i pantaloni.

Orry-Kelly aveva già vestito Marlene Dietrich con giacca, cravatta e pantaloni a pieghe negli anni ’30, e Yves Saint Laurent ha introdotto lo smoking negli anni ’60, ma fino alla fine degli Settanta era raro vedere donne in tailleur pantalone: questo è certamente un marchio di fabbrica di Cerruti.

A Hollywood creava su misura gli abiti di scena dei divi per quelli che sono poi diventati film cult, come “Pretty Woman”, vestendo Richard Gere, e “Basic Instinct”, con Michael Douglas.

Nel corso degli anni, ha lavorato per tantissime altre celebri pellicole come “American Psycho”, “Il silenzio degli innocenti”, “Nel centro del mirino” e “Gangster Story”. E anche, è stato amico intimo di Jack Nicholson, che ha vestito nel 1995 con decine di abiti neri per “The Crossing Guard”: “Ho tenuto la fabbrica aperta di notte perché voleva che tutto fosse pronto in una settimana” aveva raccontato.

La storia di un marchio mondiale

Nato a Biella il 25 Settembre del 1930 da una famiglia di industriali tessili, alla morte del padre, a soli  20 anni, eredita il lanificio avviato dal nonno nel lontano 1881. Lasciati gli studi di Filosofia e Giornalismo, la moda per lui diventa vita.

Nel corso degli anni investe nella ricerca e nello sviluppo dei materiali e del design, ottenendo un’eco mondiale grazie, nel 1957, alla presentazione della sua prima linea di vestiario, la Hitman a Milano. Nel 1962 fonda insieme a Osvaldo Testa il marchio Flying Cross, la prima “Designer Line” che si aggiunge alla linea Hitman.

A metà degli anni Sessanta nel suo Lanificio Fratelli Cerruti lungo le sponde del torrente Cervo a Biella iniziano a collaborare nuovi nomi della moda italiana: il designer è l’esordiente Giorgio Armani. Nel 1967 apre la prima boutique di Cerruti 1881 a Parigi e negli anni Settanta nasce la prima giacca decostruita.

Nel 1978 viene lanciato il primo profumo maschile del brand, semplicemente “Nino Cerruti”. Negli anni Ottanta viene creata una nuova linea di abbigliamento sportivo particolarmente apprezzata dal mondo del tennis e dello sci, sponsorizzando atleti di fama mondiale, come il tennista statunitense Jimmy Connors e lo sciatore svedese Ingemar Stenmark. Il brand aumenta ancora la sua fama quando poi, nel 1994, viene nominato designer ufficiale della squadra di Formula 1 della Ferrari.

Lanificio Fratelli Cerruti nel mercato mondiale

“Lo stile è equilibrio, ma con una svolta drammatica”, diceva. Grande avversario della moda che costringe il corpo e lo blocca nei movimenti, impedendogli di esprimersi, negli ultimi anni aveva sviluppato grandissima attenzione anche per l’ecosostenibilità applicata alla moda.

Le sue lane sono prodotte con fibre naturali e filati riciclati di provenienza locale. E sono mulesing-free e tracciabili. Il mulesing, consiste nella rimozione della pelle dalla regione anale e dei glutei delle pecore per ridurre le infezioni e le piaghe parassitarie.

Oggi il Lanificio Fratelli Cerruti è celebre in tutto il mondo per le migliori materie prime: solo lane australiane, solo cashmere mongolo per i tessuti sartoriali, fibre sintetiche per conferire ai tessuti femminili un gusto fresco, ma anche cotone, lino, canapa per i nuovi tessuti sportivi e casual.

Da oltre un secolo, gran parte delle produzioni sono destinate al mercato estero. Da Biella a Tokyo e Hong Kong, per l’italianità che ha conquistato Americhe e Asia.