1° novembre, boom di prenotazioni: dove sono andati in vacanza gli italiani

Quanti italiani sono andati in vacanza per il ponte di Ognissanti e quali località hanno scelto, con qualche sorpresa

3,8 milioni di italiani hanno pernottato in un albergo in questo fine settimana lungo di Ognissanti: tra il 30 ottobre e il 1° novembre le strutture ricettive italiane hanno registrato circa 3,8 milioni di pernottamenti, di cui oltre 1 milione solo nelle città d’arte.

È quanto emerge dalle stime elaborate dal Centro Studi Turistici di Firenze per Assoturismo Confesercenti, sulla base di un’indagine realizzata sui portali on-line di promo-commercializzazione turistica.

Una performance positiva, dunque, per il comparto turistico, anche se restano lontani i livelli pre-pandemia: nel 2019 si erano registrati 4,2 milioni di pernottamenti, circa 400mila in più delle previsioni per il 2021.

Come sta il turismo italiano

Il mercato turistico, vista la quasi totale assenza di turisti extraeuropei e la riduzione dei flussi europei, è ancora trainato dalla domanda interna, che però – questa la fotografia scattata – non è continuativa e si concentra solo nei weekend e nei ponti.

Il dato, oggi, è evidente: il turismo, insieme alle riaperture che il governo Draghi ha scelto di ripristinare perseguendo una linea di gradualità, spingono la crescita del Pil da giugno ad agosto. A dire il vero le riaperture sono poi avvenute a un ritmo più veloce rispetto alle attese, e questa mossa ha riattivato settori la cui attività è prevalentemente destinata al consumo finale.

Buone notizie per il turismo, dunque. Tuttavia, nota l’Ufficio Economico Confesercenti, la ripartenza dei consumi è ancora frenata perché ostacolata dall’incertezza e dall’aumento dei prezzi.

I dati di Istat sull’andamento dell’economia italiana tra luglio e settembre (+2,6% congiunturale e +3,8% rispetto allo scorso anno) confermano che è ancora in atto una crescita sostenuta, nonostante la lieve frenata, comunque ampiamente attesa, rispetto alla variazione congiunturale del Pil (+2,7%) registrata nel trimestre precedente, coincidente con l’inizio delle riaperture.

Sia i consumi di servizi quanto quelli di beni semidurevoli presentano ancora un ampio gap da recuperare rispetto ai periodi antecedenti la crisi: le famiglie continuano ad essere prudenti, mantenendo tassi di risparmio superiori ai livelli pre-pandemia.

Sicuramente questa situazione è dovuta al fatto che non siamo ancora tornati a una vita del tutto normale. Ma una parte di responsabilità è dovuta anche all’aumento dei prezzi, quelli dell’energia soprattutto, che ad ottobre sfiora il 3% di variazione sull’anno.

Secondo le stime di Confesercenti, l’aumento dell’inflazione potrebbe costare alla nostra economia 1 miliardo di euro di mancata spesa delle famiglie.

Com’è andato il ponte del 1° novembre per il turismo in Italia

Detto questo, il weekend del 1° novembre è andato bene: buona l’occupazione delle strutture ricettive, con il 70% delle camere disponibili online prenotato, anche se con forti differenze per tipologia di prodotto turistico.

A registrare buone performance sono soprattutto le città d’arte, con ben l’80% di camere disponibili online prenotate, le località termali (78%) e le zone di collina e le località di montagna (72%).

Calano invece, come ovvio vista la stagione, le prenotazioni per il mare: i tassi di occupazione sono in media solo del 60%, nonostante la minor disponibilità dell’offerta per effetto delle chiusure stagionali degli esercizi. Idem i laghi, al 68%.

In generale la domanda è più alta nelle regioni del Nord Italia e alcune aree del Centro. Un minor interesse del mercato emerge invece per alcune regioni del Sud e delle Isole, con la particolare eccezione della Basilicata, che registra comunque un tasso di saturazione dell’81%.

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