Svizzera: il referendum sulle vacche con le corna è stato bocciato

Bocciata l'iniziativa referendaria per tutelare le corna delle vacche svizzere

Niente referendum, in Svizzera, per la tutela delle corna delle vacche. E nessun articolo della Costituzione elvetica garantirà la protezione di questi animali, o per meglio dire, delle loro protuberanze ossee.

Gli elettori svizzeri hanno bocciato perentoriamente anche l’iniziativa popolare a favore della dignità degli animali agricoli da reddito. La bizzarra proposta referendaria aveva destato una certa curiosità tra l’opinione pubblica e i media europei soprattutto perché l’oggetto della discussione erano proprio le vacche, uno degli animali-simbolo della Svizzera.

Chiunque di noi avrà sicuramente visto almeno una volta nella vita un depliant o un’immagine pubblicitaria delle meravigliose pendici svizzere, con tanto di ruscelli, prati verdissimi, vette innevate sullo sfondo e animali al pascolo. Le mucche, in quelle rappresentazioni idilliache, sono sempre munite delle loro corna. Eppure, nella realtà, i bovini vengono sistematicamente privati delle loro appendici per evitare che si feriscano nelle spalle o, peggio ancora, che feriscano gli allevatori.

Il referendum voleva evitare proprio queste mutilazioni e impedire che negli allevamenti le corna di capre e mucche venissero amputate. A lanciare la proposta non poteva che essere un esponente del mondo rurale, vale a dire un allevatore del Giura bernese dalla barba lunga, folta e bianchissima, tale Armin Capaul.

Il signor Capaul era riuscito nell’ardua impresa di raccogliere firme e consensi investendo i propri risparmi personali sulla causaAveva ottenuto anche l’appoggio dei gruppi politici ambientalisti locali. Oltre l’introduzione di un apposito articolo costituzionale per proteggere le corna delle mucche svizzere, chiedeva una sorta di ‘ricompensa’ in favore di tutti gli allevatori disposti a rinunciare alle mutilazioni dei loro animali.

Tuttavia, Governo, rappresentati del mondo agricolo, molti allevatori e veterinari si erano già schierati a sfavore del referendum adducendo diverse motivazioni. Tra le più valide, il fatto che le mucche con le corna abbiano bisogno di stalle e spazi molto più ampi del normale, con un significativo aumento dei costi per gli allevatori.

Per non parlare delle ripercussioni che si sarebbero scatenate sul piano politico e diplomatico a livello internazionale. Se il referendum fosse diventato legge, il rischio sarebbe stato quello di mettere in discussione alcuni trattati internazionali e i rapporti con l’Unione Europea a cui la Svizzera è fortemente legata dal punto di vista economico, tanto da far parte dell’Area di Schengen.

Dai primi dati raccolti pare che il 67% degli svizzeri abbia votato ‘no’ a questo insolito referendum in favore delle corna delle loro mucche.

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