La storia dei Krumiri, i biscotti italiani ancora molto apprezzati all’estero

I Krumiri sono biscotti tradizionali italiani molto apprezzati all’estero: fatti nello stesso forno e con la stessa ricetta di sempre, sono il simbolo dell’italianità

L’Italia è un tripudio di tradizioni culinarie, ma una in particolare si distingue per la sua unicità. Stessa ricetta, stesso luogo di produzione, stesso gusto di quasi due secoli fa: i Krumiri hanno fatto la storia dei biscotti tradizionali e sono diventati molto apprezzati anche all’estero.

Nati nel 1878, quando l’Italia era ormai unita, sono ispirati agli allora famosi mustacchi di re Vittorio Emanuele II e nel tempo sono diventati sempre più noti e apprezzati. Particolarità è la produzione del prodotto, rimasta ancora identica a quella originale creata 140 anni fa: tutto viene ancora eseguito a mano, inclusa la piegatura distintiva di questi biscotti. I Krumiri vengono prodotti nel forno di via Lanza 17, a Casale Monferrato, in provincia di Alessandria, seguendo nei minimi dettagli la ricetta originale.

Anche la confezione in cui vengono riposti dopo averli preparati è rimasta quella tradizionale: in latta con lo stemma sabaudo e il colore rosso lungo i bordi. Nel punto vendita di Casale, c’è anche la possibilità del pacco sfuso, da vendersi a peso. Semplicità che mira a non tradire la personalità di un biscotto antico.

A inventare i biscotti fu Domenico Rossi, si dice, in onore dei baffi di re Vittorio Emanuele II ormai in punto di morte. Il termine Krumiro invece deriva dal liquore che a quel tempo andava per la maggiore, e che a sua volta prende il nome dai khoumir o kroumir, una tribù berbera famosa nell’800 per le sue scorrerie tra Tunisia e Algeria che giustificarono l’intervento francese in quell’area. La parola kroumir finì quindi per definire in senso spregiativo gli immigrati nordafricani, Talora utilizzati per boicottare le rivendicazioni degli operai francesi nelle lotte di fine 800. Con questo epiteto nel linguaggio sindacale si finì per bollare chi stava dalla parte del padrone e non partecipava agli scioperi.

I Krumiri Rossi iniziarono ben presto a ricevere premi e riconoscimenti: dalla medaglia di bronzo all’Esposizione Universale di Torino nel 1884 a quella d’oro dal municipio di Casale. A questi si uniscono i blasoni reali e il Grand Diploma d’Onore nell’Esposizione di Casale nel 1900.

Nel 1953 Ercole Portinaro rilevò quel forno creatore di un simbolo tutto italiano. Tutt’oggi il forno è gestito da Annamaria Portinaro, nipote di Ercole. I Krumiri sono oggi internazionali: esportati in Asia e negli Stati Uniti, sono presenti nella più famosa barberia di Washington D.C., in cui Diego D’Ambrosio taglia da trent’anni capelli di ambasciatori, cardinali e uomini di Stato offrendo un Krumiro per ingannare il tempo. Bill Clinton li definì addirittura “wonderful Krumiri” in una lettera di ringraziamento.

I Krumiri Rossi sono il simbolo del Bel Paese esportato all’estero, esempio di come la tradizione possa vincere su tutte le mode, rimanendo fedele a sé stessa.

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