Stadio Roma, salta la costruzione a Tor di Valle: terreni pignorati

Il club giallorosso getta la spugna e pensa a un piano B, mentre il Comune viene criticato per aver sottaciuto il pignoramento per mesi

Un nuovo intoppo rallenta la corsa alla costruzione del nuovo stadio della Roma. I documenti esclusivi pubblicati da Repubblica evidenziano come i terreni su cui avrebbe dovuto sorgere l’impianto, quelli di Tor di Valle, sono pignorati. Per il Comune, infatti, “il complesso immobiliare non è nella libera disponibilità dell’attuale proprietaria Eurnova Spa”.

Dan Friedkin e suo figlio Ryan, i nuovi proprietari della Roma, sono stati colti di sorpresa. Hanno appena acquistato un club pieno di debiti, dato che l’ex presidente James Pallotta ha lasciato nel bilancio un buco di 204 milioni di euro, e il progetto dello stadio non decolla per l’ennesima volta. In più, il Comune pretende che nei documenti ufficiali continui a figurare Eurnova, mentre i Friedkin non vedono perché si debbano legare a un intermediario fallito. Hanno quindi iniziato a guardarsi intorno.

Roma, altro intoppo verso il nuovo stadio: la Raggi aveva promesso un regalo a Natale

In tutto questo la posizione della sindaca, Virginia Raggi, è ancora più complicata. Il suo mandato è in scadenza e la sua rielezione passa inevitabilmente anche dalla gestione del progetto relativo al nuovo stadio della Roma. Le opzioni sul tavolo sono la riqualificazione del Flaminio o il trasloco a Tor Vergata.

Tor di Valle, che la Raggi aveva definito il “regalo di Natale”, non accoglierà la nuova casa giallorossa: un progetto abortito, fin qui costato 93 milioni di euro.

Roma, piano B: cosa permette la legge sugli stadi

La Roma ha un piano B, fattibile grazie alla nuova legge sugli stadi modellata sulle esigenze dell’Artemio Franchi di Firenze. I Friedkin starebbero pensando di costruire la loro nuova “casa” ristrutturando profondamente il vecchio e storico Flaminio, pur difeso da vincoli architettonici un tempo insormontabili e – forse proprio per questo – ora finito in abbandono.

Il Flaminio è vicino a una fermata di metropolitana e a una tramvia di superficie che consentirebbero spostamenti agevoli verso uno stadio da non oltre 45 mila posti (quello pensato per Tor di Valle ne prevedeva 55 mila).

L’altra opzione è il trasloco nell’area di Tor Vergata, che ha però contenziosi da risolvere proprio come quella di Tor di Valle.

In tutto questo, la Roma ha perso e perderà ancora tempo: potrebbe chiedere i danni qualora anche la situazione Flaminio non si sbloccasse.

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