Salone del Libro: i numeri dello studio

Impatto economico, profilo visitatori e contenuti social dell'edizione 2017 del Salone del Libro: lo studio

Verso la chiusura della 31esima edizione del Salone Internazionale del Libro che si tiene ogni anno a Torino.

Quella del 2018 è stata un’edizione ricca di case editrici e con tantissimi visitatori che si sono mossi per visitare l’esposizione nell’area Fiere a Lingotto. Ma qual è la valutazione dell’impatto economico e sociale della kermesse?

A tracciare un bilancio dell’edizione 2017 è stato uno studio che è stato presentato proprio al Salone domenica 13 maggio e che è stato portato avanti dall’Università di Torino.

I dati parlano chiaro: le ricadute dirette ammontano a circa 14,2 milioni di euro, se si osserva – invece – l’impatto moltiplicatore anche con i suoi effetti indiretti si arriva a un valore che sfiora i 30 milioni di euro (è stato quantificato in una cifra che oscilla tra il 29,494  e i 29,586 milioni di euro).

Il lavoro è stato portato avanti da tre differenti gruppi di studio coordinati dal professore Germano Paini all’interno del Progetto innovazione e competitività. I tre gruppi facevano capo a tre realtà. Il Centro Interdipartimentale di Studi Urbani e sugli Eventi Omero, che ha valutato il profilo dei visitatori e l’impatto economico. LabNat che ha analizzato i sistemi relazionali della filiera editoriale e dei profili di fruizione delle utenze professionali. Quaerys ha, invece, analizzato i contenuti social.

Ai visitatori erano stati somministrati 2140 questionari. Dai dati è emerso che il 37,2 per cento visitava il Salone da oltre sette anni, il 23,8 per cento invece partecipava per la prima volta. Il 91,6 per cento ha affermato di voler tornare al Salone. Il 56 per cento arrivava dall’area metropolitana di Torino, il 31,2 per cento invece da fuori regione. L’86 per cento di chi è giunto da fuori area metropolitana, arrivava a Torino solo per il Salone.

Espositori e pubblico professionale sono stati coinvolti sulla ricerca volta a comprendere il contributo del Salone alla creazione di relazioni e network. I risultati, anche in questo ambito, sono positivi. In particolare per piccoli e medi editori la fiera serve per costruire relazioni professionali. Le assi su cui si sviluppano i rapporti sono in particolare: editori e scrittori, editori e librai e docenti ed editori. L’82 per cento delle relazioni dichiarate dagli editori sono nate grazie al Salone del Libro di Torino.

Per quanto riguarda, invece, i contenuti social degli utenti in occasione della passata edizione del Salone, vedono quest’ultimo vincere rispetto a quelli realizzati in occasione della prima edizione della fiera milanese Tempo di Libri.

Ora non resta che tracciare il bilancio di questa ultima edizione, che è in fase di chiusura.

Salone del Libro: i numeri dello studio