Ronaldo “fiuta” i tartufi: quanto costa e quanto rende investire nel settore

L'asso portoghese trascorre il weekend nelle Langhe a caccia di tartufi. Solo un passatempo oppure volontà di investire?

La passione per gli affari di Cristiano Ronaldo, molto probabilmente, è seconda solamente alla sua capacità di andare a rete. L’attaccante juventino, infatti, continua a diversificare i suoi investimenti, dimostrando un vero e proprio fiuto affaristico. Così, dopo aver rafforzato la propria posizione sui social network (ogni post sponsorizzato su Instagram gli fa guadagnare 850 mila euro), aver aperto una catena di hotel e cliniche per trapianto di capelli, CR7 “fiuta” l’affare-tartufi.

Come dimostra un post sul suo seguitissimo account Instagram, l’asso portoghese ha trascorso l’ultimo weekend sulle colline piemontesi, cercando e degustando i prelibatissimi tartufi delle Langhe. Apparentemente un’escursione fuoriporta “di piacere”, ma con Ronaldo non si può mai sapere dove finisce il tempo libero e iniziano gli affari.

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Anche perché, come dimostrano le aste dei tartufi bianchi d’Alba e i prezzi del Borsino del Tartufo curato dal Centro nazionale studi tartufo, le valutazione di questi pregiati tuberi sono come sempre elevati. Nel corso di questa settimana, il prezzo di un tartufo bianco d’Alba si aggira attorno ai 300 euro per ettogrammo, ma la quotazione sembra dover crescere nei prossimi giorni. Insomma, quello del tartufo potrebbe presto trasformarsi in un’occasione di investimento, oltre che una passione culinaria.

Chiunque (più o meno) può infatti diventare un “imprenditore dei tartufi”: basta avere un terreno adatto, un piccolo capitale da investire e una buona dose di pazienza. Creare da zero una tartufaia richiede almeno una decina di anni prima che i tuberi mettano radici e inizino a riprodursi autonomamente. Una volta che la fase di start up sarà terminata, l’investimento iniziale inizierà a dare i suoi frutti e, oltre a poter gustare piatti a base di tartufo ogni volta che si vorrà, potremmo vendere i tuberi della nostra tartufaia in giro per l’Italia e il mondo.

Per entrare nel business è necessario, prima di tutto, far analizzare il terreno da degli esperti. Per impiantare la tartufaia vanno bene un po’ tutti i terreni, a patto che siano al di sotto dei 1.000 metri di altitudine e non siano paludosi o sabbiosi. Per ottenere risultati migliori, però, è sempre consigliabile far controllare granulometria, ph, humus, fosforo, carbonato, azoto del terreno.

Se le analisi daranno esito positivo, sarà possibile impiantare degli alberi “infestati” delle spore del tubero. Possibile anche scegliere la tipologia di tartufo da far crescere: se si vuole ottenere il Bianco pregiato si dovranno piantumare tiglio, nocciolo e roverella; per lo scorzone faggio, leccio e rovere.

Per avere una produzione adeguata, si dovranno impiantare circa 500 piante ogni ettaro di terreno, per un investimento iniziale di circa 7.000 euro. Terminata questa fase, si dovrà attendere circa 4 anni per vedere se le piante hanno attecchito, mentre l’apice della produzione avverrà dall’undicesimo anno in poi (con una prospettiva di durata di oltre 80 anni).

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