Un prete di Verona usa 900.000€ dei fedeli alle slot machine

Dipendenza da gioco: un ecclesiastico gioca una somma ingente di denaro raccolta dai propri parrocchiani

Il lupo perde il pelo, ma non il vizio e la dipendenza da gioco può avere effetti negativi sulle tasche di chi gioca.

Sono tante le persone che per tentare la fortuna, scommettono o giocano somme ingenti di denaro: e se a volte la dea della fortuna bacia il giocatore, altre lo abbandona con risultati disastrosi. Non capita però tutti i giorni di apprendere che a perdere cifre importanti sia un prete.

Oltre la vocazione c’è di più e la vita di un religioso non è fatta solo di preghiere e opere caritatevoli. Essere prete comporta dei doveri ed è considerata una vera e propria professione che procura dei guadagni considerevoli. Un ecclesiastico quindi percepisce uno stipendio, ma non è il proprio salario che si è giocato il prete protagonista di questa vicenda curiosa.

Si chiama don Giuseppe Modena, ex parroco di San Giovanni di Verona e su di lui grava l’accusa di essersi giocato quasi un milione di euro alle slot machine. Si tratta di giochi ludici che portano il giocatore ad andare avanti partita dopo partita, nella speranza che arrivi quella fortunata. Non è quello che però è accaduto a don Giuseppe, che ha usato i soldi ricevuti dai suoi fedeli per giocarli nell’azzardo.

La cifra in questione ammonta a 900.000€ ed era stata raccolta dallo stesso prete chiedendo prestiti a tutti, compresi anziani e pensionati. In seguito alle numerose lamentele provenienti proprio dai fedeli per le continue richieste economiche che venivano fatte dall’ecclesiastico, don Giuseppe era stato trasferito a un altro incarico, presso il Centro Diocesano di Spiritualità “San Fidenzio”. Una decisione che era stata presa dal Vescovo di Verona proprio per aiutare il parroco a superare la dipendenza per il gioco. Per un periodo di tempo compreso tra il 2007 e il 2017, il prete era stato il parroco di San Giovanni Battista. Per la perdita di una somma così importante, i parrocchiani esprimono tutta la loro rabbia e delusione: si sentono infatti derubati dei propri risparmi, messi da parte con tanti sacrifici.

Una storia, questa di don Giuseppe, molto simile ad altri casi come quello di un altro prete della provincia di Treviso, che aveva utilizzato 200.000€ della parrocchia per giocare al casinò.

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