Il pollo col trucco dall’Ucraina, Coldiretti “bene allo stop della UE”

L'Ue ferma l'importazione di pollo "con il trucco" dall'Ucraina, trovando il supporto di Coldiretti

Con le regole Ue sempre più strette sui controlli di qualità dei cibi, i furbetti proliferano e questa volta è l’Ucraina ad aver cercato di aggirare le regole.

È di qualche settimana fa la notizia infatti che il Paese balcanico abbia tentato di evitare la quota imposta dall’Unione Europea sull’esportazione di carne di pollo: per farlo avrebbe creato tagli di pollame generici, in grado di entrare in Europa senza pagare il dazio. A denunciare l’avvenimento era stato Paolo De Castro, vicepresidente della Commissione agricoltura dell’Europarlamento, e l’aveva fatto rivolgendosi al Commissario Ue al commercio, Cecilia Malmstroem.

È così che gli esportatori ucraini hanno creato un taglio di carne di pollo definito “Breast with cap in“, petto a cui è stata aggiunta un’ala. “Per non destare sospetti questo taglio di carne finiva negli stabilimenti europei di proprietà ucraina e commercializzato”, ha continuato De Castro, specificando poi come dall’Ucraina arrivino sempre maggiori importazioni di pollame: dalle 20mila tonnellate del 2014, sono cresciute a 115 mila tra gennaio e novembre 2018. Secondo l’allarme lanciato anche da Coldiretti, il pollo “con il trucco” veniva venduto come pregiato petto a ristoranti, mense e canali industriali, dove non c’è la possibilità per l’utente finale di verificare l’origine del cibo.

In seguito alla denuncia di De Castro, la Commissione Europea ha deciso di imporre lo stop alle importazioni di pollo “con il trucco” dall’Ucraina, incontrando il favore di Coldiretti.  L’espediente utilizzato ha creato una “concorrenza sleale nei confronti degli allevatori italiani ed europei”, i quali affrontano maggiori costi di produzione, in un settore sempre più sottopressione, e che hanno subito nell’ultimo anno il boom delle importazioni di pollame dall’Ucraina: nel solo 2018 si parla di un aumento del 53,7%, portando le cifre a 123 mila tonnellate.

Secondo quanto dichiarato da Coldiretti, la Commissione europea “ha raggiunto un accordo con le autorità ucraine che elimina il rischio di importazioni potenzialmente illimitate di carne di pollame da quel Paese con la proposta al Consiglio dei ministri al commercio Ue di applicare l’intesa in via provvisoria già al termine della ratifica da parte dell’Ucraina”. D’altronde, il mercato italiano da tutelare è vasto. Secondo i dati Coldiretti, sono oltre 18 mila gli allevamenti con una filiera che comprende stabilimenti per la produzione di mangimi, macelli, stabilimenti per la trasformazione. L’Italia produce oltre 1,3 milioni di tonnellate di carni avicole ed è per questo uno dei principali produttori europei, insieme a Germania, Francia, Regno Unito e Polonia. Per questo, ha concluso il presidente di Coldiretti Ettore Prandini: “In un momento di generale rallentamento dell’economia mondiale bisogna tutelare ancora di più produzioni e posti di lavoro garantendo il rispetto delle regole, la trasparenza delle filiere e la correttezza degli scambi commerciali”.

Il pollo col trucco dall’Ucraina, Coldiretti “bene allo stop d...