Il Politecnico di Milano è ancora la migliore università italiana

Il QS World University Rankings premia l'ateneo milanese, le due pisane completano il podio italiano

Le università italiane continuano la loro crescita qualitativa nel confronto con il resto del mondo. È questo il verdetto del QS World University Rankings, la più importante classifica per gli atenei di tutto il mondo.

Sono trenta le università italiane valutate in questa speciale classifica e i risultati sono incoraggianti per gran parte di queste, se consideriamo che tra i Top 200 l’Italia riesce a raggiungere il Belgio al settimo posto della classifica continentale, scavalcata da Regno Unito, Germania, Olanda, Svizzera, Francia e Svezia.

Un risultato comunque confortante, che certifica gli sforzi che le università italiane stanno facendo per migliorare la propria reputazione e per adeguare l’offerta formativa alle necessità degli studenti e delle aziende.

In tal senso, tra le università italiane, a confermarsi in vetta alla classifica è il Politecnico di Milano, che da quattro anni guida questa speciale classifica e si piazza al 156° posto nella graduatoria internazionale che vede in lizza 863 accademie. Un risultato lusinghiero per l’Italia e il PoliMi, il più importante dall’istituzione di questo ranking, nato nel 2003. Basti pensare che la scalata del polo universitario d’eccellenza lombardo è partito 10 anni fa e nel tempo lo sprint è stato importante: 14 posizioni guadagnate quest’anno 73 rispetto al 2013 e 130 rispetto al 2008.

L’ottimo risultato raggiunto dal Politecnico di Milano è il risultato di una serie di buone valutazioni ricevute dai singoli corsi di studi, anche se restano irraggiungibili i sistemi anglosassoni – favoriti dai parametri del Quacquarelli Symonds – anche in virtù dei finanziamenti che i poli universitari privati americani e britannici riescono ad ottenere da anni e che in Italia restano impensabili. Basti pensare che nella classifica generale i primi quattro posti sono occupati da università americane: Mit, Stanford, Harvard e Caltech, mentre al quinto posto assoluto Oxford sorpassa Cambridge.

Per completare il podio tra gli atenei italiani bisogna spostarsi in Toscana, e più precisamente a Pisa. Al secondo posto il ranking inglese premia la crescita della Scuola Superiore Sant’Anna, che recupera 25 posizioni superando l’Alma Mater di Bologna. Un risultato prestigioso per l’ateneo pisano, presente in classifica solo da due anni. A chiudere il podio virtuale è invece la Normale, che migliora il suo ranking internazionale di 17 posti.

Capitolo a parte merita proprio l’Università di Bologna, che nonostante sia la meta preferita dagli studenti stranieri che decidono di studiare in Italia, deve accontentarsi del quarto posto e di una crescita che la riporta ai livelli del 2015.

Se però la qualità complessiva delle università italiane cresce di anno in anno, preoccupa invece il rapporto tra il numero di docenti e quello degli studenti, una proporzione che colloca l’Italia tra le nazioni peggiori. Le uniche due eccezioni rispetto a questa regola “made in Italy” sono la Scuola Normale Superiore e la Scuola Superiore Sant’Anna, entrambe di Pisa.

Il Politecnico di Milano è ancora la migliore università italia...