Perché i ricchi non smettono di lavorare: non solo una questione di soldi

Esiste una soglia esatta di denaro oltre la quale una persona dovrebbe smettere di lavorare?

Studi condotti negli ultimi anni hanno fatto luce su un dato davvero interessante, ovvero: a differenza di quanto accadeva in passato, quando la nobiltà si godeva i propri privilegi nell’ozio totale, i ricchi oggi tendono a lavorare sempre di più e a dedicare sempre meno tempo alle attività sociali.

Tim Cook, amministratore delegato di Apple, il cui valore del suo patrimonio ammonta a centinaia di milioni di dollari, ha detto che si sveglia tutti i giorni alle 3:45 e che si mette a lavorare praticamente fin da subito, perché vuole iniziare in anticipo rispetto alla concorrenza. Elon Musk, l’uomo dietro Tesla e SpaceX, che vanta un patrimonio di circa 23 miliardi di dollari, ha dichiarato recentemente di passare dalle 80 alle 90 ore settimanali a lavorare (e lo considera già un successo visto che in passato era arrivato a sfiorare la soglia delle 120 ore a settimana). Lady Gaga, star internazionale conosciuta in tutto il mondo, che arriva a guadagnare 1 milione di dollari a concerto, ha deciso quest’anno di non fermarsi solo alla musica, ma di allargarsi, ed investire nel settore beauty, lanciando una sua linea di cosmetici.

Le persone appena citate, viste le loro entrate finanziarie, non solo non avrebbero bisogno di lavorare ma, considerati i risultati raggiunti, potrebbero benissimo rallentare un po’ o, comunque, concedersi del tempo libero di tanto in tanto. Così, eppure, non è. Chi ha raggiunto un certo successo a livello economico, inoltre, spesso dichiara anche di non avere intenzione di ritirarsi in pensione anticipatamente (pur potendoselo benissimo permettere).

Quello che bisogna chiedersi, a questo punto, è: perché lo fanno? A rispondere a questa domanda c’ha provato Antonio García Martínez, ex product manager di Facebook e autore del libro, “Chaos Monkeys: Obscene Fortune e Random Failure in Silicon Valley”, pubblicato nel 2016. “Le persone che arrivano al massimo non si fermano lì“, dichiarato García Martínez al New York Times. “Molti non riescono a smettere di farlo, perché senza i loro soldi, cos’altro avrebbero?”. I ricchi quindi sono dipendenti dal denaro, amano la concorrenza e ottenere sempre di più fa sentire loro importanti.

Di questa stessa idea è Tim Ferriss, nome molto conosciuto nella Silicon Valley, che interrogato sulla questione ha risposto: “Senza progetti ambiziosi per riempire lo spazio rimane un vuoto difficile da affrontare, dove è difficile evitare alcune delle domande più importanti. Le cose che hai trascurato non sono più sommerse dal rumore ed è come affrontare il fantasma del Natale passato”.

Steven Berglas, psicologo ed executive coach molto conosciuto negli Stati Uniti, ha paragonato questo istinto ad una qualsiasi dipendenza, come quella da alcool. “Se sei un alcolizzato”, ha detto, “hai intenzione di prendere un drink, due drink, cinque drink, sei drink per sentire il brusio. Bene, quando ricevi un milione di dollari, hai bisogno di 10 milioni di dollari per sentirti un re. Il denaro è una sostanza che crea dipendenza”.

Non lavorando, infatti, si è spinti ad affrontare la natura dell’esistenza. Per questo le personalità ambiziose e competitive non sono in grado di rallentare. Accumulare denaro per queste persone vuol dire non fermarsi, non pensare, tenere ripetutamente il piede sul pedale dell’eccitazione.

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