Paese di single e con una lunga vita davanti: l’Italia secondo i nuovi dati Istat

In occasione della fine del 2017, l'Istat ha diffuso una nuovo rapporto che fotografa l'Italia di oggi

Un paese di single e con una lunga vita davanti: è questo il quadro dell’Italia fatto dall’Istat in occasione dell’annuario 2017. Secondo gli ultimi dati i 12 mesi precedenti sono stati piuttosto positivi per gli italiani, che hanno scelto di dargli un 7, mentre continuiamo ad essere una delle nazioni più vecchie al mondo.

In base alle ultime ricerche aumentano le famiglie formate da una sola persona (dal 20,5% al 31,6%), mentre si riducono quelle con cinque o più componenti (dall’8,1% al 5,4%), tanto che nell’arco di vent’anni il numero medio di componenti per ogni famiglia è sceso da 2,7 a 2,4.

Nel 2016 sono nati ben 12.342 bambini in meno rispetto all’anno precedente. Nel frattempo l’età delle madri è sempre maggiore. In media, secondo l’Istituto, si hanno 1,35 figli per donna e ad alzare il livello sono soprattutto le donne straniere. In confronto agli altri paesi europei l’Italia si posiziona al sesto posto per la fecondità più bassa.

Il 31 dicembre 2016, in base ai dati dell’Istat, la popolazione italiana era pari a 60.589.445 unità (29.445.741 maschi e 31.143.704 femmine), oltre 76 mila in meno in confronto all’inizio dell’anno. Per quanto riguarda i matrimoni, siamo passati dai 189.765 del 2014 ai 194.377 del 2015. Sta crescendo anche il quoziente di nuzialità, passato dal 3,1 al 3,2 per mille (3,8 per mille nelle Isole). Non solo matrimoni, ad aumentare sono stati anche i divorzi che sono diventati da 52.355 nel 2014 a 82.469 nel 2015. Per l’Istat la causa sarebbe l’introduzione del “divorzio breve” in vigore dal 2015.

Fra i dati più interessanti troviamo il costo della vita nelle grandi città, da Roma a Milano. L’Istat ha confermato che “le famiglie residenti nei comuni centro dell’area metropolitana spendono in media 2.899,21 euro”, ossia “491 euro in più” rispetto ai comuni sino a 50 mila abitanti (2.407,82 euro). Per l’Istituto lo scarto di esborso mensile fra le famiglie che abitano in grandi centri urbani e quelle che si trovano in piccoli municipi è di quasi 500 euro.

Per quanto riguarda la sicurezza, i reati sarebbero in diminuzione (-4,5 per cento). Come svela l’Istat “risultano in diminuzione i delitti contro la persona: gli omicidi volontari consumati (-1,3 per cento) e, al loro interno, quelli di tipo mafioso, che costituiscono attualmente il 9,2 per cento del totale (quota più che dimezzata rispetto al 2004, quando era il 19,3 per cento), gli omicidi volontari tentati (-3,8 per cento), le violenze sessuali (-6,0) e le lesioni dolose (-3,2 per cento). Tra i delitti contro il patrimonio, in calo rispetto al 2014 i furti e le rapine (-7,0 e -10,6 per cento, rispettivamente) e la ricettazione (-7,6)”.

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