Le norme guida del personale che Michele Ferrero scrisse oltre 4 decenni fa

Scritte oltre 40 anni fa, le norme guida di Michele Ferrero per i suoi collaboratori sono ancora attuali e valide

Una buona azienda la si riconosce per la cura nei servizi e nei prodotti che propone, ma anche per l’attenzione che rivolge nei confronti dei propri clienti.

Non sono qualità che si trovano ovunque, ma di sicuro fanno la differenza e consentono all’impresa che le possiede, di conquistare autorevolezza e fiducia agli occhi dei consumatori. Dietro l’articolata macchina di un’azienda ci sono i lavoratori (operai, quadri, impiegati e dirigenti) che svolgono ciascuno la propria attività, per permettere all’impresa di andare avanti. Ma a capo di una società c’è sempre un imprenditore e il suo compito è quello di guidarla verso uno sviluppo futuro. E a volte polso fermo, spiccate capacità imprenditoriali e una buona dose di umanità, possono essere la chiave del successo nei decenni.

Si tratta di qualità che ad esempio hanno contraddistinto Michele Ferrero, che ha preso le redini di quello che i propri genitori avevano messo in piedi, ovvero una fabbrica nata da una pasticceria. In breve tempo, la Ferrero è diventata un brand noto nel settore dolciario ed è stato decisivo lo sguardo rivolto dall’imprenditore di Alba verso l’estero.

Per capire più da vicino i tratti umani e imprenditoriali dell’inventore della Nutella, basta leggere le norme guida da lui redatte e indirizzate al suo personale. Scritte oltre quattro decenni fa, le norme sono un piccolo vademecum che sottolineano il rispetto che quest’uomo aveva nei confronti dei suoi preziosi collaboratori. Eccole di seguito:

  1. nei vostri contatti mettete i vostri collaboratori a loro agio (dedicate loro il tempo necessario e non le “briciole”, preoccupatevi di ascoltare ciò che hanno da dirvi, non date loro l’impressione che siate sulle spine, non fateli mai sentire “piccoli”, la sedia più comoda del vostro ufficio sia destinata a loro);
  2. prendete decisioni chiare e fatevi aiutare dai vostri collaboratori: essi crederanno nelle scelte a cui hanno concorso;
  3. rendete partecipi i collaboratori dei cambiamenti e discutetene prima della loro attuazione con gli interessati;
  4. comunicate gli apprezzamenti favorevoli ai lavoratori, quelli sfavorevoli comunicateli solo quando necessario, in quest’ultimo caso non limitatevi a una critica, ma indicate ciò che dovrà essere fatto nell’avvenire perché serva a imparare;
  5. i vostri interventi siano sempre tempestivi: “Troppo tardi” è pericoloso quanto “Troppo presto”;
  6. agite sulle cause più che sul comportamento;
  7. considerate i problemi nel loro aspetto generale e non perdetevi nei dettagli, lasciate ai dipendenti un certo margine di tolleranza;
  8. siate sempre umani;
  9. non chiedete cose impossibili;
  10. ammettete serenamente i vostri errori, vi aiuterà a non ripeterli;
  11. preoccupatevi di quello che pensano di voi i vostri collaboratori;
  12. non pretendete di essere tutto per i vostri collaboratori, in questo caso finireste per essere niente;
  13. diffidate di quelli che vi adulano, a lungo andare sono più controproducenti di quelli che vi contraddicono;
  14. date sempre quanto dovete e ricordate che spesso non è questione di quanto, ma di come e di quando;
  15. non prendete mai decisioni sotto l’influsso dell’ira, della premura, della delusione, della preoccupazione, ma demandatele a quando il vostro giudizio potrà essere più sereno;
  16. ricordate che un buon capo può far sentire un gigante un uomo normale, ma un capo cattivo può trasformare un gigante in un nano;
  17. se non credete in questi principi, rinunciate ad essere capi.

Ripreso da www.gazzettadalba.it

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