Negozi aperti di domenica, cosa cambia con la stretta del nuovo governo

Il governo Conte vuole limitare le aperture domenicali di tutte le attività commerciali: ecco cosa cambierà

Qualche mese fa, in piena campagna elettorale, il leader del Movimento Cinque Stelle Luigi Di Maio aveva dichiarato guerra all’apertura straordinaria dei negozi durante i giorni festivi. La liberalizzazione del mercato aveva complicato la vita dei commercianti, spinti dalla concorrenza dei grandi centri commerciali a non chiudere mai bottega anche durante il fine settimana, ma ora sembra arrivata la stretta sulle aperture dei negozi.

L’attuale organizzazione era stata introdotta dal governo Monti e dal decreto Salva Italia, che aveva autorizzato le aperture dei negozi anche il sabato e la domenica per contrastare la crisi delle piccole realtà commerciali, schiacciate progressivamente dall’avvento dei centri commerciali.

Con la nuova proposta, il Governo Conte proverà a limitare la liberalizzazione, proponendo una nuova regolamentazione. Secondo la proposta di legge presentata dal sottosegretario allo Sviluppo Economico Davide Crippa, le aperture straordinarie non potranno superare i 12 giorni all’anno e potranno essere introdotti turni a rotazione definiti nelle realtà locali, come accade già per le farmacie.

Ogni Comune dovrà attenersi ad un limite di un negozio aperto su quattro dello stesso settore merceologico, ma le aperture festive durante il corso dell’anno non potranno superare i 12 giorni. Da questa proposta saranno però esclusi gli esercizi commerciali delle località turistiche, ma toccherà agli enti locali, e in particolare a regioni e comuni il compito di stabilire una rotazione tra le attività e regolamentarne la disposizione sul territorio.

L’idea di Crippa riprende l’esperimento di Modena, che dal 2015 ha approvato e rispettato un Codice comportamentale di autoregolamentazione che impone la chiusura dei negozi a Natale, Capodanno, per la Festa della Liberazione e per la Festa del lavoro, mentre le rotazioni riguardano solo alcune zone della città. La discussione con i sindacati, che da tempo si sono schierati compatti contro il lavoro domenicale con la campagna “La Festa non si vende”, è partita da una proposta dell’attuale sottosegretario alle Infrastrutture Michele Dell’Orco, il cui ddl obbligava le attività commerciali a chiudere per un arco minimo di 6 festivi all’anno, ma la proposta fu approvata alla Camera senza ottenere però parere positivo al Senato.

Il nuovo governo Conte sembra intenzionato a non trascurare la tematica, abbreviando i tempi per l’introduzione di una nuova regolamentazione che è stata richiesta a gran voce anche dalle associazioni dei commercianti.

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