Musica sempre più democratica e partecipata: la rivoluzione si chiama ANote

ANote Music, in partnership con la canadese Music Royalties Inc. (MRI), rende disponibili nuovi brani per l’investimento in royalties musicali, arricchendo il suo catalogo e facendo crescere la community musicale di domani

Democratizzare” la musica, portarla a confini estremi e prima impensabili, “socializzarla” fino a renderla realmente universale e partecipata, da tutti, senza barriere: una comunità diffusa e interconnessa. Una filosofia alta quella che sottende il lavoro di ANote Music, uno dei più importanti marketplace europei per gli investimenti in diritti musicali, che punta dritto a creare un ambiente musicale davvero nuovo, e alternativo.

Come ha spiegato Marzio F. Schena, CEO e Co-Founder di ANote Music, “dai grandi classici ai successi contemporanei, dal rock al pop al rap, la musica unisce le persone e crea comunità, superando le differenze. Ecco perché vogliamo andare oltre, portando questo senso di comunità al livello superiore”.

ANote, fondata in Lussemburgo da Schena con Matteo Cernuschi e Grégoire Mathonet nel gennaio 2018, punta a creare un ecosistema musicale in cui tutti, anche e soprattutto i fan, “possano contribuire attivamente a far accadere la musica che accompagna le loro giornate”.

In questo si inserisce il progetto di ampliare continuamente la disponibilità dei cataloghi musicali, ed è proprio quanto ha appena fatto, in partnership con la canadese Music Royalties Inc. (MRI), rendendo disponibili nuovi brani per l’investimento in royalties musicali.

È un momento d’oro questo per la musica. Secondo l’annuario Ifpi, il giro d’affari complessivo del mercato discografico si attesta attorno ai 21,6 miliardi di dollari. La crescita è trainata dallo streaming ed è legata in particolare ai ricavi dagli abbonamenti premium, aumentati del 18,5%: lo streaming è cresciuto del 19,9% e ha raggiunto i 13,4 miliardi di dollari, cioè il 62,1% del totale dei ricavi globali da musica registrata.

Solo la discografia italiana vale 258 milioni di euro. Tra fisico, digitale e diritti il mercato ha generato nell’anno della pandemia 2020 oltre 258 milioni di euro, registrando un +1,44% sul 2019.

Un vero colpo d’asso quello messo a segno da ANote, che con le sue royalties supera gli 1,5 milioni di euro e ora, inglobando i cataloghi MRI, acquisisce forza grazie ai suoi 410.283 dollari l’anno generati dai diritti musicali tra il 2018 e il 2020 e un ritorno d’investimento medio del 6,07%.

Marzio Schena, fondatore di ANote

Marzio Schena, fondatore di ANote

Obiettivo di ANote è innovare i tradizionali modelli di investimento nella musica, dando a privati e investitori l’opportunità di contribuire in prima persona alla crescita di autori, produttori e artisti preferiti, con un occhio di riguardo ad apertura, partecipazione, accessibilità.

ANote ha aggiunto il catalogo musicale di MRI sulla propria piattaforma accogliendo così brani di grandissimi artisti: troviamo ora pezzi come “The Nights”, arrivata sulle piste da ballo di tutto il mondo grazie all’estro del DJ Avicii, “Whistle”, canzone resa popolare dal rapper Flo-Rida, passando per l’indimenticabile “Dancing in the Moonlight” nella versione dei King Harvest, “You Really Got Me” cantata dai The Kinks e “In my Feelings” trasformata in una hit grazie alla performance di Drake.

Anche per Tim Gallagher, CEO di MRI, il futuro dell’approccio ANote è luminoso: “Le royalties sui diritti di streaming compongono, e sempre più comporranno, una parte consistente dei revenue stream dei musicisti. Ecco perché è così importante che questo nuovo modello fiorisca su una base democratica e partecipativa. In questo senso, lavorare con ANote ci permetterà di avvicinarci sempre di più a questo obiettivo. Siamo felicissimi di guidare questa rivoluzione insieme”.

Un’azione che ci proietta dritti nel futuro, che è un po’ già presente, per portare sempre più i talenti musicali di tutto il mondo all’attenzione degli investitori e dando nuova forma, nell’era dell’hype e dell’online sharing, al futuro della musica, aprendo così nuove possibilità di compartecipazione non solo ai professionisti del settore, ma anche a fan e community.

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