McDonald’s licenzia il Ceo per una relazione con una dipendende: è corretto?

Il licenziamento di Easterbrook, Ceo di McDonald's, sta facendo il giro dei media nazionali e internazionali

Steve Easterbrook, Ceo di McDonald’s, è stato costretto a lasciare il suo incarico da amministratore delegato della società. La causa? La relazione con una collaboratrice che, a suo dire, sarebbe stata consensuale ma che, come riportato, viola il codice di condotta della compagnia. Le relazioni tra dirigenti e dipendenti sono infatti espressamente vietate dal colosso dei fast food.

Easterbook, dal canto suo, in una mail inviata ai dipendenti ha confermato la notizia, specificando che si è trattato di un errore e che, “dati i valori dell’azienda”, è d’accordo con la decisione presa nei suoi confronti. In questo modo l’ormai ex Ceo di McDonald’s ha esplicitamente ammesso le sue colpe, evitando di opporsi all’inevitabile.

Nelle ultime ore molti sono quelli che si stanno domandando se la decisione presa dall’azienda sia corretta o meno. Forse le conseguenze per quanto accaduto tra Easterbook e la donna sono da considerarsi sproporzionate rispetto all’accaduto? In fondo, come specificato fin da subito da lui, si tratterebbe di una relazione consensuale.

Per capire bene la politica aziendale di McDonald’s, però, dobbiamo spostarci Oltreoceano e valutare il quadro generale. In un Paese dove il movimento #MeToo ha scosso l’opinione pubblica o deve i grandi colossi finiscono spesso al centro delle attenzioni delle associazioni di categoria, pronte a prendere le difese dei lavoratori e delle lavoratrici, McDonald’s ha solo scelto di mettere in atto ciò che è stato scritto antetempo su carta. Nessun favoritismo per chi sta ai piani alti dunque.

Per questo motivo Easterbook, nonostante gli obiettivi di crescita raggiunti e i risultati ottenuti nell’ambito dell’innovazione tecnologica, ha dovuto ugualmente dare le sue dimissioni. Gli scettici, però, giudicano oggi il tempismo del suo licenziamento al quanto sospetto. Dopo la trimestrale negativa, infatti, l’azienda sotto la sua guida aveva segnato un calo dell’utile netto pari al 2% e il titolo in borsa era sceso del 7,5%.

Fight for 15$, l’associazione che ha presentato il dossier contro Easterbrook, ha in ogni caso giudicato incompleta la risposta di McDonald’s. All’azienda, nello specifico, è stata chiesta maggiore trasparenza in merito a questa faccenda e a qualsiasi altro licenziamento legato a tematiche di questo genere. Le perplessità che gli attivisti hanno fatto subito presenti è che non tutti i motivi delle dimissioni potrebbero essere effettivamente legati alle relazioni non autorizzate (che fungerebbero dunque da pretesto).

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