“Maria” Industry: quando la cannabis diventa business

Cresce sempre di più l’investimento nel settore della cannabis: dopo il boom degli Stati Uniti, adesso è la volta dell’Europa

Un tempo la cannabis era considerata la droga leggera usata negli anni ’60 per svagarsi e andare contro il sistema. Se fino a qualche anno fa era associata a parchi, hippie e giovani “peace and love”, adesso ha messo la cravatta e la ventiquattrore: eh sì, perché la cannabis è il vero business del nuovo millennio.

Negli USA la cannabis è diventata legale in diversi Stati. Questo ha portato alla proliferazione non solo di moltissimi coffee shop costruiti ad arte per attirare turisti, ma ha fatto anche sì che le principali aziende americane decidessero d’investire milioni di dollari nel settore della marijuana legale. Società farmaceutiche, holding, start up: tutte hanno fiutato l’affare e si sono inserite nel giro. Che sta dando frutti equivalenti a milioni di dollari.

Finanziate con moltissimo denaro, sono soprattutto le aziende farmaceutiche che hanno commercializzato medicinali a base di cannabis a proliferare. Anche nel nostro paese – che bandisce l’uso della marijuana a scopo ricreativoè possibile comprarla dietro prescrizione medica per motivi di salute. Il livello di THC deve però essere mantenuto al di sotto dei limiti stabiliti dalla legge.

Solo negli Stati Uniti, tra il 2014 e il 2016, gli investimenti delle start up nel settore della cannabis sono aumentati del 90%: tradotto in denaro, si tratta di oltre 400 milioni in due anni. Secondo quanto riportato da Brightfield group, nel 2021 saranno 31,4 miliardi i soldi investiti nel settore, mentre per Statista 25 miliardi (ma entro il 2025).

Se negli Stati Uniti il commercio si è consolidato, lo stesso sta avvenendo anche in Europa. In molti paesi stanno nascendo start up che hanno decido di dedicarsi a quest’attività, soprattutto nel settore delle medicine a base di cannabis. Crescono a vista d’occhio e sono tanti i giovani che, avviando un’attività, decidono d’impegnarsi nel settore. Un commercio questo che, se un tempo era stigmatizzato, oggi attira tantissimi colletti bianchi, desiderosi di fare affari con il minimo rischio di perdita. Per adesso la marijuana sembra essere un investimento sicuro – stando almeno a quanto dimostra l’esempio statunitense. In un’infografica realizzata dal Corriere della Sera con i dati dell’European monitoring centre for drugs and drug Addiction, nel 2016 gli italiani che facevano uso di cannabis erano arrivati a 31,9 milioni. Mentre in Europa, l’1% della popolazione adulta ne farebbe un utilizzo giornaliero.

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