I classici della moda maschile: ecco come sono nati

Gli aviator, il chiodo, il dolcevita, il tuxedo: pezzi intramontabili della moda maschile. Sapete quando sono nati e perché?

Vi sono pezzi dell’abbigliamento maschile che sembrano veramente attraversare indenni le decadi. Sono capi e accessori questi che con la loro eleganza senza tempo ci facilitano non poco la vita. Eppure di questi classici della moda maschile spesso non sappiamo né quando sono nati né la loro storia.

Gli anni Trenta sono un decennio d’oro per la moda maschile. In quegli anni, infatti, nascono accessori iconici come gli aviator. Come si può intuire dal nome, questo modello di occhiali fu in origine ideato nel 1937 per gli aviatori americani. Era soprattutto la forma originale e protettiva a caratterizzarli e a rivelarsi particolarmente adatta alle peripezie del volo. Il primo modello aveva una montatura in plastica e le classiche lenti verdi. Già l’anno successivo, quando vennero messi in commercio da Ray Ban, la montatura venne fabbricata in metallo.

Gli anni Cinquanta ci lasciano invece in eredità un altro capo cult senza tempo. Chi non ricorda Marlon Brando ne “Il selvaggio”? Quella asimmetrica giacca di pelle da motociclista modello “Perfecto” fu il capo in assoluto must-have per tutti i giovani ribelli e amanti del rock’n’roll di quella decade (e anche di quelle a venire). L’azienda produttrice, la Schott Nyc, nel giro di poco tempo vide il proprio giro d’affari lievitare. Tanto amato e allo stesso tempo oggetto dei peggiori pregiudizi, il “chiodo” era addirittura vietato nelle scuole americane.

Il dolcevita negli anni Sessanta irrompe come capo adatto all’abbigliamento da ufficio, sotto all’abito formale da lavoro al posto della camicia. Il suo nome italiano deriva proprio da uno dei suoi più illustri indossatori: Marcello Mastroianni ne “La dolce vita”, appunto. I Beatles e fascinosi attori del calibro di Robert Redford fecero entrare questo indumento nella cultura pop dando a esso un taglio più casual, così come rimane spesso indossato oggi.

Ed è sempre con Robert Redford che ha a che fare questo ultimo capo classico: il tuxedo, come dicono gli americani, o smoking per noi. Ralph Lauren ne disegnò infatti un modello iconico per la versione de “Il grande Gatsby” del 1974, quella in cui il romantico protagonista era interpretato appunto da Redford. I primi “embrioni” di questo elegantissimo abito maschile nascono però già alla fine dell’Ottocento e negli anni Venti, quando il libro e il film sono ambientati ed era la tenuta preferita dai gentiluomini per feste e cocktail party. Oggi lo smoking è spesso preferito a frac e tight perché, seppur molto elegante, mantiene un profilo più easy e meno ingessato.

 

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