La “guerra” del Prosecco: a Londra esce dal distributore Apm. Insorge il Consorzio

Un'enoteca londinese ha inventato il distributore automatico di Prosecco, ma in Veneto non sono affatto contenti

Che il Prosecco sia una delle grandi passioni dei cittadini britannici è un fatto risaputo. Ogni anno, i cittadini di Sua Maestà consumano migliaia e migliaia di litri delle pregiate bollicine venete, con un fatturato annuo che si aggira attorno ai 350 milioni di euro (dato 2018).

Complice la Brexit e con il rischio di dazi in entrata, sul finire del 2019 l’export ha conosciuto un ulteriore boom e dovrebbe vedere una crescita del 13% anno su anno. Insomma, una vera e propria storia d’amore, che ha portato un’enoteca nel centro di Londra a creare uno spillatore automatico di Prosecco, sistemato nel bel mezzo di uno dei quartieri centrali della capitale della Gran Bretagna. Un’iniziativa che, al di là della Manica, ha riscosso immediatamente un grande successo, ma che ha fatto un po’ storcere il naso ai “puristi” dello spumante italiano.

Come funziona il distributore automatico di Prosecco

Chiamato APM (acronimo di “Automatic Prosecco Machine”, distributore automatico di Prosecco nella nostra lingua), lo spillatore automatico di prosecco è stato installato da Vagabon Wines fuori da uno dei suoi punti vendita. Ribattezzato anche “Bank of Bubbles” (banca delle bollicine), il distributore automatico ha un funzionamento piuttosto elementare: l’aspetto è quello di un vero e proprio bancomat, con tanto di display touchscreen per scegliere la bevanda ed effettuare il pagamento.

L’unica differenza sta nel “bene” che il distributore eroga: a differenza degli ATM che erogano banconote, l’APM di Vagabond Wines dispensansa calici di Prosecco. Per evitare che le persone possano abusarne, lo spillatore automatico è impostato in modo che eroghi solo un calice per volta.

Contrario al disciplinare

L’idea del distributore automatico di prosecco, però, non sembra essere piaciuta a tutti. Mentre a Londra l’APM sta avendo un grande successo, al di là della Manica si sono levate molte voci di protesta. Il Consorzio di tutela del Prosecco Doc, in particolare, ha inviato formale protesta nei confronti della catena che ha ideato gli Apm. Nel caso non si dovesse trovare una soluzione “pacifica” e concordata, i vertici del Consorzio di tutela si sono detti pronti a sporgere denuncia per frode verso i consumatori londinesi.

Secondo quanto riportato da alcune testate, infatti, il Consorzio di tutela ritiene illegittima la distribuzione del Prosecco attraverso distributori automatici. Questa modalità di “vendita”, infatti, infrangerebbe il disciplinare che regola la produzione e distribuzione delle pregiate bollicine italiane. Per questo, il Consorzio è pronto a procedere per vie legali “contro chiunque, in Italia e all’estero, continuerà a somministrare del vino alla spina vendendolo come Prosecco, cosa non ammessa in alcun modo dal disciplinare vigente”.

Pochi giorni dopo la notizia, grazie all’intervento del Consorzio di tutela del Prosecco Doc e anche della ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova, si è scoperto che il presunto Prosecco spillato dal “bancomat” giallo in realtà era un vino frizzante bianco “spacciato per Prosecco”. Il distributore automatico Apm è stato rimosso dalla sua posizione nel centro di Londra.

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