Glifosato nella birra e nel vino: i risultati su 20 marche compiuti da US PIRG

Uno studio condotto da US PIRG ha rilevato la presenza dell'erbicida all'interno di 19 marche di vino e birra: i risultati

E dopo l’inchiesta condotta da Il Salvagente e poi ripresa in un servizio da Striscia la Notizia, torna a far parlare di sé uno dei più grandi nemici del grano, il glifosato.

La presenza di questo pericoloso erbicida era stata riscontrata in quantità preoccupanti nella pasta che ogni giorno arriva sulle nostre tavole. Si tratta di una sostanza che può anche portare allo sviluppo di forme tumorali e dopo l’allarme dato dai consumatori, un test su 23 pacchi di pasta appartenenti a diversi marchi del settore e svolto dal Salvagente aveva messo in luce i livelli elevati di contaminazione.

E ora, uno studio condotto dal gruppo US PIRG, ha rivelato che in bevande di largo consumo, ovvero vino e birra prodotte da alcuni brand del settore, sono presenti tracce di glifosato. Il pesticida Roundup della Monsanto – già noto per le sue potenzialità cancerogene – è stato trovato in 19 dei 20 marchi (quasi la totalità) di birra e vino sottoposti ad analisi.

Partiamo dalla birra, una delle bevande più bevute al mondo e che si presta ad abbinamenti culinari non troppo ricercati. Ecco la classifica delle birre dalla minore alla più alta concentrazione di glifosato in ppb (parti per miliardo) e stilata in seguito al test condotto dallo studio:

  • Lager organic di Samuel Smith: 5,7 ppb;
  • Stella Artois Cidre: 9,1 ppb;
  • Sam Adams New England IPA: 11,0 ppb;
  • New Belgium Fat Tire Amber Ale: 11,2 ppb;
  • Sierra Nevada Pale Ale: 11,8 ppb;
  • Ace Perry Hard Cider: 14,5 ppb;
  • Stella Artois: 18,7 ppb;
  • Guinness: 20,3 ppb;
  • Heineken: 20,9 ppb;
  • Corona Extra: 25,1 ppb;
  • Budweiser: 27,0 ppb;
  • Miller Lite: 29,8 ppb;
  • Coors Light: 31,1 ppb;
  • Birra Tsingtao: 49,7 ppb.

La Birra Tsingtao presenta la più alta concentrazione di glifosato, mentre tra tutte quelle testate, l’unica che non ha riportato la presenza dell’erbicida è l’IPA di Peak Beer Organic. Anche se i dati riscontrati rientrano nei limiti di sicurezza fissati dall’EPA, i ricercatori dello studio hanno affermato che la presenza di quantitativi bassi, non esclude la possibilità che ci possano essere ripercussioni sulla salute dei consumatori.

Passiamo ora ai vini e questa è la classifica dei marchi testati:

  • Frey Organic White White: 4,8 ppb;
  • Inkarri Malbec, certificato biologico: 5,3 ppb;
  • Cabernet Sauvignon: 36,3 ppb;
  • Beringer Founders Estates Moscato: 42,6 ppb;
  • Sutter Home Merlot: 51,4 ppb.

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