Flavio Briatore sostiene la protesta dei pastori sardi

Mentre i pastori sardi continuano a protestare, l'imprenditore piemontese dichiara la sua vicinanza alla categoria e propone soluzioni

Mentre la protesta dei pastori sardi continua senza sosta e la popolazione si divide tra detrattori che parlano di “latte sprecato” e sostenitori, anche il mondo dei personaggi pubblici inizia a prendere posizione.

Non si tratta solo di politici, come il deputato Nicola Fratoianni che ha dichiarato con un video su Facebook di appoggiare la protesta: tra i sostenitori spuntano anche personaggi dello spettacolo, che nulla sembrerebbe collegare alla causa portata avanti dai pastori della Sardegna. Ed è proprio Flavio Briatore a prendere una posizione netta, a sostegno dei pastori sardi, tramite un’intervista rilasciata al giornale L’Unione sarda.

L’imprenditore è in realtà legato da tempo alla Sardegna e non solo per il suo Billionaire a Porto Cervo. Da anni infatti, Briatore porta avanti un progetto di collaborazione con i pastori della provincia di Nuoro: ha creato il marchio “Bithi” di Barbagia, sotto il quale si riuniscono pastori con i loro formaggi pecorini artigianali, che vendono venduti tramite il marchio a mercati nazionali e internazionali. Il progetto nasce dalla volontà di Briatore di rispondere ad un richiamo di aiuto da parte di una categoria troppo spesso dimenticata: “È una categoria che soffre moltissimo. Sono persone che affrontano quotidianamente grandi sacrifici perché le pecore devono essere munte tutti i giorni. I pastori non possono certo andare in vacanza. Li ho sempre ammirati ed è per questo che, nel mio piccolo, ho cercato di aiutarli come è successo con l’operazione del formaggio pecorino “Bithi” Barbagia in collaborazione con Eataly di Oscar Farinetti”.

Secondo Flavio Briatore la questione è delicata e risiede principalmente nella filiera di produzione, costituita da eccessivi passaggi di mano: “E’ necessario sedersi, discutere e trovare un accordo che possa andar bene ad entrambe le parti. Forse è importante che ci siano meno passaggi prima che il prodotto arrivi nelle tavole della gente e che le quote di produzione del pecorino romano siano assegnate ai pastori e rispettate nei limiti prefissati”.

Molte, secondo Briatore, sono le colpe della politica, troppo spesso vista come “assente”, mentre l’imprenditore ritiene quantomai necessari interventi di regolamentazione dei prodotti, che al momento risultano troppo numerosi e “creano una confusione commerciale enorme”. Il proprietario del Billionaire non può fare a meno di sottolineare quanto la terra sarda sia ricca di risorse, che attendono solamente di essere rivalutate anche dal punto di vista turistico: “Quando si va negli agriturismi e quando si visitano le loro stalle e le loro aziende, si percepisce la possibilità di sviluppare un turismo enorme che veda coinvolti i pastori. Sono rimasto colpito per la pulizia, per l’accoglienza e per il calore umano. Sono posti spettacolari e bisogna investire più risorse per comunicazione e pubblicità”.

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