Figli e lavoro: per gli italiani dopo i 65 anni è tabù

Lo rivela il sondaggio Ipsos "I Senior di oggi in Europa. Sentirsi utili per invecchiare bene"

(Teleborsa) La vita comincia dopo i 60 anni? Sembrerebbe proprio di no visto che over 65 per gli italiani fa rima con più di un tabù.  La terza età, insomma, è considerata quella dei tabù. Avere un figlio? Studiare per intraprendere una nuova attività? Impegnarsi in politica o voler lavorare senza andare in pensione? Niente da fare. Sarete visti non certo di buon occhio.  A 65 anni bisogna smettere. Con tutto. Lo pensa una gran fetta di chi ovviamente 65 anni non li ha ancora compiuti.

E’ quanto rivelano i risultati del sondaggio “I Senior di oggi in Europa. Sentirsi utili per invecchiare bene” condotto dalla società di ricerca Ipsos per la Fondazione Korian per l’invecchiamento di qualità (Institut du Bien Vieillir Korian). L’indagine – che ha messo a confronto i dati raccolti in Francia, Italia, Germania e Belgio attraverso le risposte di più di 8mila intervistati – ha coinvolto un ampio campione di rispondenti di sesso maschile e femminile e di età compresa fra i 15 ed i 64 anni e di età superiore ai 64 anni. E le loro risposte sono tutte, poco amichevoli nei confronti della terza età.

Per il 91% degli italiani sarebbe “scioccante” l’idea che un over 65enne potesse avere un figlio in così avanzata età.Il biasimo sociale per gli over 65 scatterebbe anche per investimenti finanziari a rischio (64% degli intervistati), per l’impegno elettorale e in politica (58%). Anche il rifiuto di andare in pensione verrebbe visto come “ridicolo” dal 53% dei rispondenti, così come la decisione di avviare un’impresa (48%), di riprendere gli studi per avviare una nuova attività (43%) e rifarsi una nuova vita e o risposarsi (34%).

Figli e lavoro: per gli italiani dopo i 65 anni è tabù