Facebook, blocco temporaneo a novembre: le restrizioni annunciate

Limitazioni e blocchi annunciati in vista delle elezioni USA

Facebook ha annunciato di star prendendo delle precauzioni in vista delle elezioni statunitensi del 2020. L’obiettivo è garantire una concorrenza leale tra i candidati in corsa alla Presidenza, evitando di influenzare gli utenti-elettori e/o confonderli con possibili fake news.

Facebook, le restrizioni annunciate

La prima decisione presa da Facebook in vista del voto USA prevede la sospensione di tutte le pubblicità politiche quando i seggi si chiuderanno il 3 novembre, un vero e proprio blocco temporaneo di tutti gli annunci politici che si estenderà dalla settimana che precede il giorno delle elezioni fino all’Election Day. Inoltre, saranno bannati tutti i post che mettono in dubbio i risultati delle elezioni. Il divieto durerà probabilmente 7 giorni, anche se Facebook ha fatto sapere che non è escluso che potrebbe addirittura durate di più se necessario.

Intanto, il social network ha già vietato i messaggi che promuovono il trasporto di armi nei seggi elettorali o che tentano di “sabotare” il voto. Si sta muovendo anche per vietare l’uso del “linguaggio militarizzato” in relazione a richieste e post che riguardano i risultati elettorali. Questo vuol dire che, per esempio, in base alla nuova politica (che non è retroattiva), il presidente Donald Trump non potrà più rivolgersi su Facebook ai suoi sostenitori usando il termine “esercito per Trump”, utilizzato in un tweet fino alla scorsa settimana.

Facebook ha fatto sapere che si sta preparando per queste elezioni dal 2016, ovvero da quando la piattaforma – come la cronaca racconta – è stata utilizzata da spie russe che hanno cercato di influenzare la politica statunitense.

Come funziona il blocco temporaneo di Facebook

Post, commenti o frasi che non sono in linea con la nuova regolamentazione pre-Election Day, ovviamente, verranno rimossi e segnalati automaticamente alla piattaforma. Facebook ha spiegato che il blocco sarà temporaneo e che sarà preceduto da un messaggio inviato agli inserzionisti (dove verrà spiegato anche quando la restrizione verrà revocata).

La società di Mark Zuckerberg ha inoltre fatto sapere che, qualora le elezioni presidenziali statunitensi di novembre dovessero precipitare nel caos o in violenti disordini civici, verranno prese misure aggressive ed eccezionali per “limitare la circolazione dei contenuti” sulla piattaforma che contribuiscono ad alimentare questo stato di confusione.

Facebook, comunque, non ha rivelato i dettagli del suo piano per il controllo dei contenuti relativi alle elezioni, questo perché – è stato detto – i malintenzionati potrebbero utilizzare tali informazioni per capire in modo proattivo come ingannare il sistema. Tuttavia, durante i precedenti periodi di disordini in Sri Lanka e Myanmar, la società ha intrapreso azioni che includevano la riduzione della portata dei contenuti condivisi da ripetuti trasgressori delle regole e la limitazione della distribuzione di “contenuti borderline” che erano sensazionalisti o contenevano frasi d’odio. Se si guarda a quello che è successo in passato, dunque, non è escluso che la stessa cosa (uguale o simile vedremo) possa ripetersi anche questa volta.

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