Facebook, a cosa serve il nuovo banner apparso sui profili

Sulle pagine del social network è apparso un avviso relativo a una sanzione dell'AGCM di tre anni fa

Negli ultimi giorni tantissimi italiani accedendo a Facebook hanno visto apparire sulla propria bacheca un avviso. Il banner inviato dagli amministratori del social network recita: “Comunicazione importante: il 29 novembre 2018 l’AGCM ha sanzionato Facebook per una pratica commerciale scorretta”.

Facebook, a cosa serve il nuovo banner apparso sui profili: la multa

La comunicazione fa riferimento a un provvedimento disposto dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato, per il quale la piattaforma ha dovuto pagare una multa di 10 milioni di euro.

È l’atto finale di una vicenda che risale infatti a tre anni fa, quando l’Antitrust italiana ha condannato l’azienda di Menlo Park per pratica commerciale scorretta, e che Facebook comunica adesso ai suoi utenti.

Alla base della sanzione c’è l’addebito dell’AGCM nei confronti del social network di aver ingannato i propri iscritti inducendoli a pensare che l’utilizzo della piattaforma fosse gratuito.

Se l’iscrizione non ha dei costi tangibili, secondo il Garante, però, Facebook avrebbe dovuto comunicare esplicitamente che l’utilizzo della piattaforma prevede lo sfruttamento dei dati personali, messi a disposizione dagli utenti, per l’analisi e la vendita agli inserzionisti, che li utilizzano a loro volta per fare della pubblicità mirata.

Facebook, a cosa serve il nuovo banner apparso sui profili: la comunicazione

Nella pagina dedicata alle spiegazioni del banner, si legge come l’autorità abbia ritenuto i responsabili del social network colpevoli di non aver ” informato adeguatamente e immediatamente i consumatori, in fase di attivazione dell’account, dell’attività di raccolta, con intento commerciale, dei dati da loro forniti. In tal modo hanno indotto i consumatori a registrarsi sulla Piattaforma Facebook, enfatizzando anche la gratuità del servizio“.

La mancanza di chiarezza da parte del social network è stata giudicata dall’AGCM una pratica scorretta, tanto da condannare l’azienda di Zuckerberg a rimediare tramite alcuni obblighi che sono stati però rispettati soltanto in parte.

L’Antitrust ha innanzitutto imposto a Facebook di togliere la scritta “È gratis e lo sarà sempre” dalla pagina dedicata alle iscrizioni, scomparsa già dal 2019.

In secondo luogo si disponeva di comunicare che le iniziative messe in atto erano conseguenti ad una sanzione pendente dell’AGCM, tramite una dichiarazione esplicita entro il 15 dicembre 2020, ma che finora non era diffusa agli account.

Un ritardo che ha provocato una multa ulteriore di 7 milioni di euro comminata dal Garante a metà febbraio e che ha portato il social network a correre ai ripari.

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