Economia locale: il villaggio salvato dagli ulivi

A Oliete crisi e abbandono si combattono adottando un albero con una app

A Oliete, nel nord-est della Spagna, un originalissimo sistema di “padrinato” ha scongiurato la morte di un territorio anticamente vocato alla coltivazione degli ulivi.

Poche centinaia di abitanti, gli unici rimasti a guardia del luogo che ha dato loro i natali. Tutti gli altri, sono andati a vivere nelle grandi città e negli anni Oliete è diventato uno di quei borghi che rischiano di essere dimenticati sotto una spessa coltre di ricordi e rimpianti.

Il paesino si trova in un territorio da tempo afflitto dallo spopolamento – la provincia iberica di Teruel conta appena 9 abitanti per chilometro quadrato – in una delle zone più aride d’Europa, e per questo motivo i suoi 100.000 ulivi sembravano condannati ad un inevitabile destino.

Eppure c’è chi non si è arreso e si è ingegnato per riportare la vita nelle campagne abbandonate del comprensorio dell’Aragona. Come? Grazie all’iniziativa “Apadrina un olivo” (adotta un ulivo) che con 50 euro all’anno consente a 2500 padrini e madrine di prendersi cura a distanza degli ulivi della zona assegnando al proprio albero anche un nome. Attraverso una app appositamente creata per lo scopo, i padrini possono vedere con i loro occhi le cure che gli ulivi ricevono e ricevere una volta all’anno 2 litri di olio prodotto con il raccolto.

L’idea è di Alberto Alfonso e Sira Plana, due ingegneri figli di Oliete emigrati nelle grandi città per lavoro. Stanchi di vedere avvizzire il loro paese narale, Alfonso e Sira hanno creato “Apadrina un Olivo”, un’associazione senza  scopo di lucro con un obiettivo molto preciso: salvare il villaggio, l’ecosistema centenario di Oliete e riportare la vita in quel territorio.

“Facciamo di tutto per rendere il più possibile emozionale il progetto – spiega Sira – e tra gli oltre 100’000 ulivi centenari abbandonati che circondano Oliete, grazie a questo progetto, nato 4 anni fa, oltre 7’000 alberi sono tornati a nuova vita salvando il paese dalla scomparsa e riuscendo ad attirare nuovi abitanti”.

“Molti alberi – aggiunge Alfonso Plana – erano stati ereditati da persone che avevano lasciato il paese e non avevano né il tempo né la voglia di tornare. Abbiamo risolto con un’entità legale chiamata custodia del territorio. È un accordo fra due parti nella quale una promette di prendersi cura della zona naturale che appartiene all’altra”.

Anche Ramiro Alfonso, sindaco della cittadina, crede che questa iniziativa sia stata di grande aiuto al paese e pensa che il modello di Oliete possa fungere da esempio in altri territorio per combattere l’esodo rurale:

“Sira e Alfonso hanno riportato la vita al villaggio, hanno attratto famiglie con bambini. Il declino della popolazione è una delle maggiori preoccupazioni del mondo rurale e tutti si sono uniti per aiutare a fermarlo”.

Nel frattempo, il comune ha acquistato anche un frantoio, è nata una piccola fabbrica di olio e l’organizzazione continua a raccogliere le adesioni di padrini e madrine da tutta Europa. Condivisione, sussistenza e sostenibilità non sono mai andati così d’accordo.

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