Danimarca, il Covid fa strage di visoni: abbattuti 1,5 milioni di esemplari

Il Paese scandinavo è alle prese con la seconda ondata di contagi, ma all'interno degli allevamenti dei piccoli mustelidi

Con 34 mila casi in totale (e meno di 700 vittime), con un picco giornaliero di 681 contagiati fatto registrare lo scorso 25 settembre, la Danimarca sta vivendo una vera e proprie emergenza legata alla pandemia da Covid-19. Ma, come si può capire dalle cifre appena snocciolate, si tratta di un problema che non riguarda esseri umani. Almeno, non direttamente.

Nelle ultime ore, infatti, il Governo di Copenhagen ha autorizzato gli allevatori a sopprimere più di 1,5 milioni di visoni per paura che le infezioni da SARS-CoV-2 in corso negli allevamenti di mustelidi possa peggiorare e causare danni alla salute della popolazione. Il piccolo Paese scandinavo, che conta quasi 6 milioni di abitanti, è tra i principali produttori al mondo di pelle di visone, pregiatissima e utilizzatissima nel settore della pelletteria. Una “mossa disperata”, che avrà pesanti ripercussioni sull’intero settore sia a livello nazionale sia a livello globale.

Perché la Danimarca sta sopprimanedo 1,5 milioni di visoni

Nonostante il SARS-CoV-2 non abbia colpito pesantemente la Danimarca (presa come esempio a livello globale per l’organizzazione della scuola post-Covid), nelle ultime settimane si è assistito a un incremento esponenziale dei contagi all’interno degli allevamenti di visoni. Il primo caso risale al giugno 2020, ma l’intervento delle autorità si era dimostrato decisivo per contenere quella che potremmo definire come “prima ondata” dei contagi.

Allevatori e Governo, però, sembra siano stati meno pronti a intervenire a inizio autunno, quando il Covid è tornato a fare capolino negli allevamenti dello Jutland del Nord. Per motivi ancora sconosciuti, i piccoli mustelidi sembrano essere particolarmente “sensibili” al virus e le condizioni di vita negli allevamenti – migliaia di animali in pochissimo spazio – ha favorito la rapida diffusione del Coronavirus. Per evitare l’ulteriore dilagare della malattia, le autorità danesi hanno autorizzato la soppressione di ben 1,5 milioni di capi.

Coronavirus dei visoni: un rischio anche per le persone?

Una scelta tutt’altro che semplice, ma dettata da ragioni sanitarie e dalla forte preoccupazione che il virus possa fare il percorso inverso e infettare gli esseri umani. Le autorità veterinarie e sanitarie del Paese scandinavo, poi, si sono dette particolarmente preoccupate di eventuali mutazioni del SARS-CoV-2 avvenute tra i visoni, che potrebbero inficiare il lavoro fatto sinora nello sviluppo dei vaccini. Due delle mutazioni analizzate dagli scienziati danesi, nello specifico, sembrerebbero aver aumentato la virulenza della malattia e potrebbero trasformarsi in un potenziale pericolo per la salute dell’uomo.

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