Cos’è il “Settlement Agreement” rifiutato al Milan

Rifiutato al Milan, il "Settlement Agreement" è una sorta di patteggiamento tra club e UEFA

Dopo mesi di attesa e dopo già il precedente rifiuto del “Voluntary Agreement” proposto dal club, l’UEFA ha negato al Milan anche il “Settlement Agreement”.

Li sta facendo pagare al club la sua non chiarezza e la decisione presa può creare non pochi problemi al club milanese, arrivando anche ad escluderlo dalle coppe. Il “Settlement Agreement” è una sorta di patteggiamento con il quale la società avrebbe potuto concordare le sanzioni e il percorso per rientrare nei parametri del Fair play finanziario (FFP). L’accordo tra UEFA e club è previsto dal regolamento del Fair Play Finanziario, ma può essere “volontario” o “transattivo”. Mentre per il “Voluntary Agreement” l’accordo è proposto dal club stesso, nel caso del “Settlement Agreement” l’accordo viene proposto dall’organismo UEFA.

Scendendo nel dettaglio, l’articolo 68 del Regolamento del Fair Play Finanziario stabilisce che, nel caso in cui una società richiedente la licenza non rientri nei parametri finanziari ed economici imposti dalla UEFA ai club europei, l’UEFA Club Financial Control Body può optare per un accordo transattivo con il club, prendendo in considerazione altri fattori definiti nell’allegato XI dell’Articolo. I fattori sono:

  • il quantum e l’andamento del break-even result;
  • la proiezione aggregata del break-even result;
  • l’incidenza del cambio in euro;
  • la situazione del debito;
  • le cause di forza maggiore, come eventi straordinari;
  • i cambiamenti imprevisti nel contesto economico generale in cui si opera (“extraordinary national economic events”);
  • l’operare in un mercato strutturalmente inefficiente;
  • la limitazione numerica della Rosa.

I fattori possono essere non considerati, nel caso in cui sia il club a proporre un “Voluntary Agreement”: in questo caso la società stessa propone all’Organismo UEFA un piano per rientrare nel pareggio finanziario richiesto. Per il club del Milan, era stato rifiutato a dicembre 2017 ed ora permangono dubbi, che hanno portato l’Organismo europeo a non optare per il “Settlement Agreement”. L’UEFA ha scritto infatti che “la camera di investigazione è del parere che permangano ancora incertezze sul rifinanziamento del prestito e sul rimborso delle obbligazioni da effettuare entro ottobre 2018.”

Il rinvio a giudizio della squadra è fissato per metà giugno e le conseguenze non sono poche. La squadra rischia il blocco del mercato, l’impossibilità di far giocare in Europa i nuovi giocatori acquistati o, addirittura, l’esclusione dalla prossima edizione della Champions League.

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