Coronavirus, arrivano i cani in grado di “fiutare” il virus: il piano dell’Austria

L'esercito austriaco sta terminando l'addestramento di un pastore belga per scovare le molecole di Covid-19 nell'aria

Non solo nelle operazioni antidroga o nella ricerca di esplosivi. Ben presto, cani appositamente addestrati potrebbero essere utilizzati per scovare i malati di Covid-19 che passeggiano tranquillamente per le strade delle grandi città. Questa, almeno, l’intenzione dell’Austria che sta addestrando un’unità cinofila a riconoscere “l’odore dei contagiati”.

Un progetto che, se dovesse portare risultati, potrebbe aprire la strada a una nuova modalità di limitare il contagio da nuovo Coronavirus e individuare con facilità i contagiati asintomatici che non manifestano i segnali della malattia. Se così dovesse essere, si tratterebbe di una vera e propria svolta: gli asintomatici, infatti, sono stati tra i principali vettori della pandemia e riuscire a limitane spostamenti e movimenti è uno degli obiettivi principali di tutti i Paesi impegnati in prima linea nel contrasto al Covid-19.

Come vengono addestrati i cani anti-Coronavirus

L’addestramento dell’unità cinofila che l’esercito austriaco vorrebbe formare non differisce poi molto rispetto a quello di altre unità deputate alla scoperta di sostanze stupefacenti o esplosivi. Alla base di tutto, fanno sapere da Vienna, ci sarà un programma di allenamento del fiuto del cane a riconoscere l’odore delle molecole del Coronavirus.

Tramite un processo di apprendimento con rinforzo positivo, gli istruttori impareranno i cani a distinguere le tracce “lasciate” dal Covid-19 e reagire nel caso in cui vengano fiutate. Nell’addestramento, l’esercito austriaco sta utilizzando un tubo con all’interno delle molecole di Covid-19. Lo stesso medoto, insomma, che viene utilizzato solitamente nella formazione delle unità cinofile antidroga o anti-esplosivi.

Cani anti-Coronavirus, a che punto è il programma austriaco

Stando alle informazioni in arrivo dal Paese transalpino, entro fine luglio il primo cane “tracker” dovrebbe entrare già in azione. Si tratta di un pastore belga di cinque anni che, da qualche settimana a questa parte, è diventato il protagonista principale del programma di “addestramento speciale” messo in piedi dalle forze armate biancorosse presso il centro militare per cani di Kaisersteinbruch nel Burgenland.

Finora la percentuale di riuscita nel corso dei test è stata dell’80%: un valore piuttosto elevato, ma evidentemente ritenuto non completamente soddisfacente dalle autorità austriache. Nei prossimi giorni, il fiuto del pastore belga verrà ulteriormente affinato, così da riuscire a individuare un numero ancora più elevato di positivi e di asintomatici.

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