A Cannes il primo film finanziato da una criptovaluta

Al Festival di Cannes è stato presentato il progetto del primo film prodotto da una criptovaluta

Non è già stato girato, ma solo presentato il progetto. Al Festival di Cannes hanno annunciato infatti che faranno un film su Lamborghini, finanziato con una criptovaluta.

Il film sarà incentrato sulla biografia di Ferruccio Lamborghini, che ha fondato nel 1948 una fabbrica di trattori ed è finito nel 1963 a inventare alcune delle più straordinarie auto sportive. Nel film sarà Antonio Banderas a vestire i panni del protagonista, mentre Alec Baldwin impersonerà il perenne rivale Enzo Ferrari. Il film ha anche un titolo provvisorio: Lamborghini, The Legend. 

La particolarità del film però è anche il fatto che sia sovvenzionato per lo più da una criptovaluta: questo segna il debutto di bitcoin e simili nelle produzioni hollywoodiane e apre la strada ad un nuovo modo di intendere Internet e il cinema. La moneta in questione si chiama Tatatu: da un punto di vista tecnico è una social entertainment platform, una sorta di social network per fruire di contenuti in cui gli utenti vengono retribuiti per quello che fanno, per ciò che condividono con gli amici e per quello che poi fanno i loro stessi amici. Sembra essere insomma una via di mezzo fra Youtube e Netflix, ma invece di pagare per le serie tv, si viene pagati per quello che si guarda. 

Il pagamento avviene appunto in Tatatu, una nuova moneta digitale, che utilizza la tecnologia blockchain,, sistema anonimo per tracciare le transazioni in rete che sta alla base di molte nuove criptovalute.

All’origine del progetto Tatatu ci sarebbe Andrea Iervolino, giovane produttore cinematografico italiano di 31 anni, con un’infanzia travagliata alle spalle e ormai fisso ad Hollywood. Nella sua biografia ufficiale scrive di aver lanciato la prima startup a Cassino a 13 anni, di aver prodotto il primo spettacolo a 15 anni e di avere da allota quasi 60 film all’attivo, compresi alcuni di grande successo.

Ora lancia Tatatu e dichiara che “l’era dei giganti della Silicon Valley che fanno i soldi sfruttando il nostro tempo libero è finita. Noi non sfrutteremo i nostri utenti, ma li pagheremo per guardare, ascoltare, giocare con i nostri contenuti”. Non è certo un’impresa facile, ma sicuramente esce nel momento giusto, viste le difficoltà dei grandi dell’internet con le nuove regole sulla privacy e lo scandalo sulla protezione dei dati.

Nel frattempo, Monika Gomez Del Campo Bacardi, erede del grande impero del rum e socia di Iervolino dal 2013, sostiene di aver investito nella piattaforma Tatatu quasi 100 milioni di dollari.  Ma in Tatatu ci sono altri grandi nomi, come lo sviluppatore Jonathan Pullinger, uno dei grandi delle criptovalute.

Rimaniamo in attesa dei prossimi aggiornamenti. E dei film prodotti.

A Cannes il primo film finanziato da una criptovaluta