Cambiamenti climatici: tra 50 anni calerà la produzione di frutta e vino

L'allarme lanciato dal WWF: nei prossimi decenni si produrrà meno vino e frutta

Si consuma più di quanto si produce e anche a causa degli effetti provocati dai cambiamenti climatici sul pianeta, si rischia di assistere a un calo molto forte nella produzione di frutta e vino.

Si tratta dell’allarme lanciato da WWF e che delinea un quadro – in generale negativo – e destinato a peggiorare nei prossimi anni. Che l’ambiente stia “soffrendo” per l’inquinamento generato dall’uomo è ormai cosa nota e le ingenti quantità di plastica, ma anche le emissioni di CO2 nell’aria ne sono una prova concreta. Questa situazione sta già causando effetti (ben visibili) sul clima: ci si lamenta spesso degli sbalzi di temperatura o dei passaggi repentini da una stagione all’altra.

I cambiamenti climatici sono già in atto e non stanno colpendo solo le zone più remote del pianeta, ma anche il nostro stesso paese con effetti negativi sulla produzione agricola. Il problema non è quindi lontano e ci riguarda in prima persona. Il surriscaldamento sta trasformando gradualmente il nostro territorio, provocando una diminuzione della produzione di prodotti a largo consumo come ad esempio riso e grano. E questo sarà visibile già nei prossimi anni.

Dati alla mano, secondo uno studio, la produzione del grano nei prossimi 50 anni subirà un calo del 20%, seguito dalla soia (40%) e dal mais (50%). Stessa cosa, ma in maniera più importante, si verificherà anche per quanto riguarda il vino: la sua produzione diminuirà infatti di ben l’85%. Qual è il motivo principale? Come anticipato, il nemico numero 1 è costituito dai cambiamenti climatici: l’aumento della temperatura infatti, rende più difficile la maturazione dell’uva adibita per produrre vino.

Una situazione simile è prevista anche per frutti come fragole e albicocche. A una minore circolazione di frutta e vino corrisponderà – di conseguenza – un aumento dei prezzi. Per acquistare questi beni, sarà necessario quindi spendere più di quanto si fa oggi.

La situazione non si discosta di molto anche per quanto riguarda l’allevamento: attualmente la carne più consumata è quella di bovino, ovino e pollo. Gli effetti dei cambiamenti climatici si ripercuotono anche sullo stesso cibo che conterrà meno nutrienti e che di conseguenza, impatterà anche sul nostro stesso organismo.

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