Bleisure, viaggiare per lavoro, lavorare per viaggiare

Le nuove tendenze del travel tra business e pleasure: unire lavoro e tempo libero è facile come un tuffo in piscina

Un aereo preso al volo, un’indimenticabile cena di lavoro a Stoccolma, quel treno su cui hai conosciuto la donna della tua vita dopo che, a tu per tu col tuo portatile – immerso fra trolley e cappelliere – hai sciolto un nodo lavorativo fondamentale per la tua azienda o un cliente. E, come in un film, ricordare ogni singolo frammento dei tuoi viaggi di lavoro diventa all’improvviso un piacere. Sarà per questo che il 2017 è diventato l’anno del Bleisure, ossia l’unione fra Business e Leisure Travel?

Per far chiarezza sulla portata del Bleisure Travel, snoccioliamo un po’ di dati raccolti nel 2016 dalle agenzie di viaggio:
– il 60% dei business man ha conciliato il lavoro al divertimento
– il 30% dei business man ha aggiunto due giorni di vacanza a una trasferta
– il 55% dei business traveller porterebbe con sé la famiglia

La figura del viaggiatore per lavoro, impegnato a raccogliere punti viaggio e a frequentare solo i ristoranti degli hotel vicino all’aeroporto, un po’ come George Clooney nel film Tra le Nuvole, inizia a vacillare: considerando che ormai le capitali mondiali sono quasi tutte Open 24h, perché non fare un salto in centro per provare un ristorante di cui ti ha parlato un collega, approfittare dell’apertura prolungata di un museo o una SPA, o perché no, vedere un film in lingua originale? Queste sono solo alcune delle opzioni di leasure, appunto piacere, che i manager viaggiatori possono offrirsi. Leggermente diverse, ma sempre votate al benessere, le dinamiche di viaggio di chi insieme agli affari pensa alla famiglia. In questo caso si tende ad allungare il soggiorno di un paio di giorni per esplorare la città e permettere ai proprio famigliari di arricchirsi di esperienze e – perché no – di fare un po’ di shopping.

In solitaria o con la famiglia, ecco alcune tattiche fondamentali per aumentare il leasure a scapito del business, perché insomma si lavora per vivere e non il contrario:
fissare l’appuntamento di lavoro il venerdì per sfruttare il weekend senza dover chiedere giorni di ferie
in caso di viaggio intercontinentale, il Bleisure non è tassativo, è obbligatorio. Andrebbe inserito fra i diritti insindacabili del lavoratore
contenere i propri istinti da backpacker, è un viaggio di lavoro!
– essere sempre elegante
sì all’hangover, ma solo dopo aver affrontato tutti gli impegni lavorativi

Bleisure, viaggiare per lavoro, lavorare per viaggiare