Black Friday 2019, il lato oscuro del “venerdì nero”

A pagarne le spese non sarà solo l'ambiente, perdite anche sui guadagni e margini di profitto delle aziende

Da qualche anno a questa parte novembre è il mese del Black Friday anche in Italia, ovvero la giornata dedicata agli sconti e alle offerte lampo che gli appassionati di shopping aspettano ormai da tempo. Acquisti compulsivi e poco ragionati, però, possono generare delle conseguenze negative che non tutti – presi dalla corsa al risparmio – sono sempre in grado di vedere.

Sulla questione ha allora cercato di fare il punto la rivista accademica The Journal of Marketing, che pubblica bimestralmente ricerche e analisi riguardanti il settore del marketing. Concentrandosi nello specifico sul fenomeno dei resi, da uno studio recente è emerso che questi sono in grado di influenzare notevolmente gli acquisti. Il reso gratuito, nello specifico, fa aumentare dal dal 158% al 457% l’andamento degli acquisti, al contrario del reso a pagamento che spinge i consumatori a ridurre la spesa tra il 75% e il 100%.

Quello che per molti non è altro che una comodità, ovvero comprare e restituire qualsiasi tipo di merce e in tempi sempre più brevi, di fatto si traduce però in danni non di poco conto per le aziende e l’ecosistema. Se si prende in esame l’ultimo report di Appriss Retail, per esempio, lo scorso anno negli Stati Uniti i resi hanno rappresentato il 10% del totale della merce acquistata dai commercianti. Può sembrare una percentuale bassa ma, in realtà, se tradotta in denaro, la stessa corrisponde a 369 miliardi di dollari di vendite mancate.

Ogni reso, per di più, corrisponde ad una vendita perduta e, quindi, ad un mancato profitto. Considerando inoltre il giro di affari e di acquisti effettuati in prossimità del Black Friday, la situazione in questo senso rischia di peggiorare. In quanti compreranno qualcosa avventatamente consapevoli che – mal che vada – avranno la possibilità di restituire tutto e a costo zero? Probabilmente molti e questo, di fatto, ci porta ad individuare subito l’origine del problema.

A tutto ciò, inoltre, si devono aggiungere anche i considerevoli impatti ambientali che ne deriveranno. Più imballaggi di plastica, più spostamenti e, quindi, maggiore inquinamento, oltre che ad un incremento della quantità di rifiuti già prodotti dall’essere umano. Come ha spiegato GreenBiz, inoltre, dei prodotti venduti (e svenduti) durante i saldi o liquidazioni simili a quelle del Black Friday meno del 50% viene riassortito e rimesso in vendita. La cosa più grave, però, è che una buona parte di questa merce finisce molto più spesso di quanto si possa immaginare nelle discariche o negli inceneritori.

Acquistare durante il “venerdì nero”, dunque, potrà assicurare a molti dei vantaggi irripetibili ma, alla luce dei possibili affari che si ha intenzione di concludere, sarebbe scegliere o comunque provare ad acquistare consapevolmente, valutando meglio anche l’impatto che le nostre scelte avrebbero in questo caso sull’ambiente (e non solo).

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