Barilla sfida Ferrero: contro i Nutella Biscuits arrivano i Biscocrema Pan di Stelle

L'annuncio era stato dato a fine novembre ed eccoli finalmente sugli scaffali italiani dei supermercati

L’annuncio era stato dato a fine novembre ed eccoli finalmente nei supermercati: i BiscoCrema PandiStelle di casa Barilla sono arrivati sugli scaffali italiani.

Risposta (non voluta, a quanto pare) di Barilla alla rivale Ferrero, che con i suoi Nutella Biscuits ha letteralmente svuotato le scorte di interi negozi, i BiscoCrema PandiStelle sono venduti per ora in monoporzioni da due biscotti, pari a 28 grammi. Prezzo 2.99 per una confezione multipack da 6 porzioni con 12 biscotti: lo stesso di una confezione dei Nutella Biscuits di Ferrero da 22 pezzi.

Si tratta di biscotti con la frolla al cacao, ripieni di crema Pan di Stelle e ricoperti da un sottile strato di cioccolato con incastonata la famosissima stellina bianca di crema al latte. Benché Barilla abbia voluto rassicurare sul fatto che non si tratta di una “reazione alla competition con Ferrero“, il formato è proprio radicalmente opposto alla confezione dei Nutella Biscuits, essendo pensato per un consumo occasionale, come snack fuori pasto in casa o fuori.

Barilla: “Nessuna competizione con Ferrero”, ma…

“Oggi abbiamo presentato in anteprima il nuovo BiscoCrema PandiStelle, brand in cui ritroviamo i valori del nostro modo di fare impresa: attenzione alla qualità degli ingredienti, al profilo nutrizionale e all’impatto delle filiere su ambiente e comunità” aveva detto Barilla durante il lancio del prodotto.

Ma come nascono i Pan di Stelle, lo sapete? È il 1983 quando Mulino Bianco lancia sul mercato i suoi primi biscotti per la colazione al cacao, i leggendari Pan di Stelle, “destinati ad entrare nell’immaginario collettivo delle famiglie italiane, associandosi fin da subito ai valori del sogno e della magia”.

Come sono fatti i BiscoCrema Pan di Stelle 

La ricetta dei BiscoCrema Pan di Stelle vuole essere sostenibile, e sana: nocciole 100% italiane, niente olio di palma, sostituito dall’olio di girasole, e l’obiettivo di utilizzare entro la fine di quest’anno il 100% di farina di grano tenero proveniente esclusivamente da agricoltura sostenibile (già ora è al lo 70%). “Non vogliamo fare la guerra dei numeri né delle quote, questo lancio è una naturale estensione di strategia di espansione della marca che facciamo da anni”, ha precisato la vice presidente marketing di Mulino Bianco Julia Schwoerer.

Nessuna sfida dichiarata, dunque, ma proprio sull’olio di palma i due colossi si scontrarono, seppur indirettamente, quattro anni fa, quando Barilla lanciò una campagna pubblicitaria per annunciare che tutti i suoi prodotti erano diventati palm oil free, mentre Ferrero aveva rivendicato proprio l’uso dell’olio di palma con un marketing piuttosto imponente.

“Pan di Stelle è attenzione alla qualità degli ingredienti, all’impatto che le filiere hanno sull’ambiente e sulle comunità” ha spiegato Francesco Del Porto, Presidente Regione Italia del Gruppo Barilla. “Un anno fa abbiamo lanciato un prodotto, la Crema Pan di Stelle, che ha avuto grande successo e ha contribuito a far crescere la categoria dell’11% a valore”.

I risultati di Barilla e Mulino Bianco

Per Mulino Bianco il 2019 si è chiuso comunque alla grande, con un fatturato che supera i 100 milioni di euro, il che corrisponde a una crescita del 50% rispetto allo scorso anno. “Il trend riguarda tutti i prodotti, con gli storici frollini che nel 2019 hanno registrato un +11%” ha spiegato Schwoerer.

I Pan di Stelle vengono prodotti principalmente nello stabilimento lucano di Melfi (Pz), dove lavorano 350 addetti che producono 650 milioni di Pan di Stelle l’anno. Qui Barilla ha investito 250 milioni di euro in trent’anni riuscendo a dimezzare le emissioni di CO2 e ridurre i consumi di acqua di circa il 30% solo negli ultimi dieci anni.

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