5 vini da regalare a Natale per non essere banali

Il vino è un regalo troppo impersonale? Niente affatto. L’importante è saper scegliere. Ecco i nostri consigli

Una sciarpa, una cravatta… o una bella bottiglia di vino? In realtà, se ben scelti, nessuno di questi articoli sono regali obbligatoriamente condannati all’oblio della banalità. Tantomeno il vino. Certo occorre sapere scegliere. Cominciamo da qualche considerazione di massima:

1) Personalità e sesso del destinatario. Premettendo che il vino è particolarmente apprezzato da persone con un’età superiore ai 24 anni, tutto dipende da quanto conosciamo il destinatario, la sua personalità, i suoi gusti. In genere non si sbaglia di molto seguendo la massima “bianco frizzante per una donna, rosso fermo per un uomo”, ma con un rosso invecchiato si dovrebbe andare sul sicuro un po’ con tutti.

2) Il destinatario è un esperto? Allora è meglio propendere per qualche etichetta più austera. I palati meno allenati potrebbero invece gradire maggiormente vini più dolci, profumati o speziati.

3) Quale messaggio si vuole inviare e a chi? Ogni tipo di vino e ogni etichetta è in grado di trasmettere un messaggio diverso: affetto, rispetto, amicizia…

Ciò premesso, un bel passo avanti è sicuramente quello di regalare un vino… buono. Ecco allora che ottimi spunti ci derivano dalla serata-evento organizzata dal Consorzio “Il Bagnacavallo” il 28 novembre scorso, alla quale hanno partecipato produttori, giornalisti e moltissimi eno-appassionati. Per l’occasione il Bursôn Etichetta Nera annata 2010 dell’Azienda Ballardini-Ricci di Boncellino, frazione di Bagnacavallo (RA), si è confrontato con 4 dei vini più noti d’Italia.

Come è finita? Primo assoluto è stato l’Amarone della Valpolicella Docg “Checo” dell’Azienda Bruno Damoli di Negrar (Verona) che ha superato gli 87 punti (87,30 per la precisione), seguito dal Montepulciano d’Abruzzo Docg “Pollutro oro” della Soc. Coop. San Nicola di Pollutri (Chieti) che invece ha ottenuto 85,44. Il Bursôn si è difeso ottimamente conquistando il terzo gradino del podio con un punteggio di 85,32 centesimi. Hanno poi completato la classifica il Cesanese del Piglio (il più apprezzato dai giornalisti) Docg “Agape” della Vitivinicola Petrucca e Vela di Piglio (Frosinone) e il Pinot Nero Igt “Nero Fumo” della cantina Sandro de Bruno di Montecchio di Crosara (Verona).

I giudizi sono stati raggiunti effettuando gli assaggi “alla cieca”, ossia senza conoscere l’ordine di servizio dei vini. A decretare il miglior vino della serata è stata la “giuria popolare”, cui si è aggiunto il giudizio “tecnico” dei giornalisti esperti del settore enogastronomico. All’appuntamento hanno partecipato anche i titolari di tutte le aziende i cui vini sono stati impegnati nel confronto, tutti unanimi nel sottolineare, tra l’altro, la qualità del Bursôn, un prodotto a loro sconosciuto ma che ha saputo ben impressionare anche chi produce vino di qualità da decenni.

Insomma, una dimostrazione che, accanto ai “soliti” nomi e alle solite etichette, c’è ancora molto tra cui scegliere.

5 vini da regalare a Natale per non essere banali
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