Voucher, si vota (forse) il 28 maggio. Gentiloni: “Correggeremo le norme prima del voto”

Referendum a maggio, ma è in arrivo un decreto legge per evitare il voto

(Teleborsa)I referendum su voucher e appalti promossi dalla Cgil si terranno il prossimo 28 maggio? La data c’è, ma il punto interrogativo è  rigorosamente d’obbligo. Nessuna certezza, infatti, sul fatto che la consultazione si farà. Anzi, gli  spifferi che arrivano direttamente dalla maggioranza fanno sapere che è  “probabile” che il Consiglio dei ministri approvi nella riunione di venerdì prossimo un decreto “per superare” i quesiti referendari proposti dalla Cgil.

 
LA SFIDA DI GENTILONI – “Abbiamo la sfida di correggere nei prossimi giorni le norme che saranno oggetto del referendum che abbiamo convocato. Il capogruppo Rosato organizzerà anche i modi nei quali nel gruppo discuteremo di come affrontare la tematica»: lo dice il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni nel corso dell’ assemblea Pd alla Camera, aprendo così uno spiraglio alla possibilità che sia proprio il governo a intervenire, mettendo la freccia per superare i  referendum della Cgil sui voucher e sugli appalti fissati, appunto, per il 28 maggio. 
 
USO, NON ABUSO L’abuso dei voucher,  è, ormai, cosa certificata. Una vera e propria esplosione negli ultimi due anni, con un 2016 da record da oltre 133 milioni di buoni lavoro da 10 euro utilizzati. Troppi, per non destare più di qualche sospetto.  Per questo, intanto, anche il presidente della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano del Pd,  lavora ad “un testo che non è solo una riverniciatura”.  Si torna a definire i voucher come destinati solo a ‘lavori occasionali’ cioè lavoretti. E’ un abbattimento secco di quello che può essere l’abuso. Non è un maquillage legislativo. Limita l’uso solo all’impresa senza dipendenti.Se il monte voucher utilizzati era in buona parte in capo alle aziende di grandi dimensioni, quelle aziende non potranno più utilizzarli. E neanche la Pubblica amministrazione potrà farlo, se non per attività residuali”,  sottolinea  ai microfoni di RaiNews24. 
 
Damiano parla non a caso di  “testo base” che, dunque, potrà essere soggetto a ulteriori modifiche. Se approvato, il referendum potrebbe rientrare, ma l’ultima parola spetterà alla  Corte Costituzionale.
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