Voucher per la baby sitter: nel 2016 lo avranno anche le lavoratrici autonome

Le mamme lavoratrici dipendenti e autonome potranno usufruire di un buono da 1.800 a 3.600 euro

Quante volte le madri lavoratrici si sono trovate davanti al dilemma “figli o carriera”? Perché si sa, è difficile far progredire la carriera quando la cura dei figli viene comprensibilmente messa al primo posto. È ancora più complicato, se si esce dal mercato del lavoro per qualche anno, rientrare e proseguire.
Deve essere per forza così? Non è detto: un welfare adeguato può aiutare le madri a essere anche donne lavoratrici.

La notizia dell’estensione del voucher per la baby sitter anche al 2016 è un ottimo punto di partenza. Non risolve certo il problema del welfare famigliare alla radice, ma per molte donne sicuramente rappresenterà un aiuto, specie per chi non può contare sui nonni baby sitter.

Ecco di cosa si tratta:
Le lavoratrici dipendenti potranno godere di un buono del valore di 600 euro al mese per un massimo di sei mesi e per un totale di 3.600 euro per pagare una baby sitter o un asilo nido.
Anche le lavoratrici autonome e le imprenditrici, da quest’anno, godranno della stessa misura, ma per tre mesi e per un importo totale di 1.800 euro. Questo grazie a un emendamento della deputata altoatesina della SVP Renate Gebhard che ha destinato 2 milioni di euro, su un totale di 22 milioni, a copertura dei voucher per le neo-mamme lavoratrici autonome. L’estensione del voucher è una novità inserita nell’articolo 19 del disegno di legge di Stabilità 2016 e per il momento è una misura sperimentale che gode di coperture per il solo anno in corso.

In pratica, il bonus potrà essere speso presso una struttura accreditata, ad esempio un asilo, al quale verrà accreditata una cifra mensile fino a 600 euro, oppure attraverso voucher cartacei da ritirare presso l’INPS con i quali retribuire le prestazioni di baby sitting di volta in volta.

Il voucher può essere richiesto per ogni mese di congedo parentale non ancora fruito dalla neo-mamma. Questo significa che il per i mesi in questione il voucher si sostituisce al congedo parentale.

I criteri di accesso e le modalità di utilizzo saranno stabiliti a breve con Decreto del Ministero di Lavoro di concerto con il Ministero dell’Economia.

Grazie a queste misure si cerca di evitare che le donne escano per un periodo troppo lungo dal mondo del lavoro: ciò consentirà, alle donne che vogliono conciliare al meglio famiglia e lavoro, di proseguire nelle loro attività professionali o imprenditoriali. Il bonus viene ad aiutare le mamme proprio in uno dei periodi più delicati della vita dei loro bimbi.

La novità di quest’anno va quindi nel senso di allargare i diritti a tutte le donne lavoratrici, a prescindere dal fatto che siano dipendenti o autonome: il lavoro non ha distinzione, come il diritto di tutte le madri di poter conciliare gli affetti famigliari e le gioie della maternità con le soddisfazioni professionali.

Fonte: Ecoseven.net

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