Voucher, operazione restyling. Si cambia ancora:”Solo per le famiglie, no a imprese”

Voucher? Prego, fare inversione di marcia, ripete la voce del navigatore. Sembra proprio, infatti, che chi lascia la strada vecchia per la nuova, sa che voucher lascia, ma non sa che voucher trova.

Ad annunciare il cambio di rotta, drastico e repentino, che riporta dritto ai voucher “prima maniera” è proprio il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti nella giornata di ieri, a margine di un incontro: ” Penso che la norma sui voucher vada modificata e che ne vada drasticamente limitato l‘uso. Penso che vadano usati dalle famiglie per piccoli lavori e non dalle imprese, che hanno i contratti di lavoro”.

L’abuso nell’utilizzo dei voucher è, ormai, cosa certificata. A dirlo sono i numeri che, come sempre, “parlano” chiaro: una vera e propria esplosione negli ultimi due anni, con un 2016 da record da oltre 133 milioni di buoni lavoro da 10 euro utilizzati. Troppi, per non destare più di qualche sospetto.  Negli ultimi mesi, dopo alla stretta di ottobre contro i furbetti arriva la frenata. Si scende ancora a gennaio con “soli”  9 milioni di voucher, il livello più basso registrato da un anno, visto che tutto il 2016 (a parte il primo mese quando ne furono venduti 8,5) aveva sempre superato quota 10/11 milioni di tagliandi.

 
All’esecutivo, dunque, non resta che correggere il tiro e correre velocemente ai ripari. La strada,
per disinnescare, o almeno provare a depotenziare il referendum sui voucher promosso dalla Cgil sul piede di guerra, è segnata: riportare i voucher al loro utilizzo originario (lavori occasionali) restringendo, dunque, la platea dei datori di lavoro alle sole famiglie. Imprese, dunque, escluse. Con qualche postilla (forse). In queste ore, infatti, si sta discutendo se salvare le aziende senza dipendenti con l’agricoltura che potrebbe mantenere alcune deroghe (vendemmia e raccolte stagionali).

La Commissione lavoro della Camera, dunque, sta lavorando a ritmi stretti su un testo unico che dovrebbe essere pronto per mercoledì prossimo.

Intanto, sono stati pubblicati i dati 2016 dell’attività di vigilanza svolta proprio dal Ministero del Lavoro, con Inps ed Inail: in 2.700 casi è stato accertato l’utilizzo Improprio dei voucher. Le imprese che li hanno utilizzati in modo irregolare sono state 2.210. L’uso fittizio è servito a coprire il lavoro nero in 1.638 casi.

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