I voucher lavoro disponibili dai tabaccai

Da metà aprile il nuovo canale si affiancherà alle sedi Inps

I buoni lavoro sono una specie di ticket utilizzabili nell’ambito dei lavori agricoli stagionali, nelle imprese familiari e nei lavori domestici. Dopo l’accordo firmato tra l’Inps e la Fit (Federazione italiana tabbacai), da metà aprile, in sei regioni italiane, i buoni potranno essere venduti e incassati nelle tabaccherie.

Attualmente, sono circa 5mila le tabaccherie di Lombardia, Veneto, Toscana, Lazio, Puglia e Sicilia che possono eseguire le attività finanziarie fornite da Banca Itb (l’operatore finanziario cui si appoggiano i rivenditori dei generi di monopolio per l’occasione). Un numero che dovrebbe credere rapidamente, arrivando a 15mila entro la fine del 2010.

Fino a primi due mesi dell’anno, sono stati distribuiti 4,1 milioni di voucher del valore di 10 euro ciascuno (suddivisi in 7 euro al lavoratore e 3 di contributi previdenziali). Il canale distributivo dei tabaccai affiancherà i due utilizzati fino a oggi: le sedi Inps (dove viene “venduto” il voucher cartaceo) e il sito istituzionale Inps (dove si trova il voucher telematico).

A essere pagati con il buono lavoro sono stati più gli uomini delle donne (il rapporto è di tre a una). Considerando il corpo dei prestatori d’opera pagati con i voucher, poi, si nota che nel 22% dei casi sono stati ragazzi sotto i 25 anni di età e nel 40% dei casi persone ultrasessantacinquenni. La diffusione dei buoni lavoro è stata maggiore in Veneto (800mila pezzi venduti), Emilia-Romagna (490mila), Piemonte e Lombardia (entrambe 400mila) e Toscana (380mila).

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