Voucher lavoro, pronto il decreto correttivo per combattere gli abusi

E' pronta la stretta antiabusi per i buoni lavoro: ecco come cambia la procedura di utilizzo dei voucher

E’ pronta la stretta antiabusi per i buoni lavoro, contenuta nel Dlgs con i primi correttivi al Jobs act. Il voucher diventa uno strumento diventa pienamente tracciabile e trasparente e con le nuove regole che dovrebbero essere approvate nei prossimi giorni potrebbe cambiare radicalmente la procedura d’utilizzo: la comunicazione di inizio della prestazione andrebbe fatta con un sms o mail almeno 60 minuti prima e non più con riferimento ad un arco temporale non superiore ai 30 giorni successivi.

NUOVE MODALITA’ DI RICHIESTA –  Almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione lavorativa, sarà necessario che il committente (ovvero l’imprenditore o il professionista) dovrà comunicare i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore con un sms o via posta elettronica alla sede territoriale dell’Ispettorato nazionale del lavoro, indicando anche il luogo e la durata dell’impiego accessorio. In caso di violazione scatteranno sanzioni amministrative da 400 a 2.400 euro, in relazione a ciascun lavoratore per cui è stata emessa la comunicazione.

CUMULABILITA’ DEI VOUCHER – Con riferimento all’importo massimo percepibile non verranno intaccati i limiti dei 7mila euro per la prestazione complessiva e di 2mila euro per la prestazione svolta per ogni singolo committente. Con l’eccezione dell’agricoltura: in questo caso non vale il limite per ciascun committente, ma si applica il solo limite complessivo di 7mila euro per lavoratore, considerando che questo settore già dispone di una disciplina limitativa che prevede utilizzo del buono lavoro per attività stagionale, effettuata da pensionati e under 25enni.

TRACCIABILITA’ – “Vogliamo salvaguardare l‘utilizzo corretto del voucher anche per l’emersione dal lavoro nero”, dice il responsabile economico del Pd, Filippo Taddei, citando il report del ministero del Lavoro, secondo cui “emerge che solo tra il 7,9 e il 10% dei percettori di voucher avevano un contratto dipendente o parasubordinato, rispettivamente nei 3 o 6 mesi precedenti, con lo stesso datore di lavoro”. Peraltro, la quota di voucher non riscossi è intorno al 5%.

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