Voucher lavoro: il 2015 si chiude con un boom di 115 Milioni

Boom dei Voucher lavoro nel 2015: ne sono stati utilizzati molti più degli anni precedenti, per una cifra totale che ha raggiunto i 115 milioni, per circa 2,5 milioni di lavoratori

I Voucher lavoro sono stati introdotti negli anni passati dalla riforma Fornero. Sono strumenti che garantiscono la possibilità di pagare anche i lavoratori occasionali o accessori, in modo semplice e facile da gestire, per permettere di evitare il lavoro nero. Da quanto risulta dai dati del Ministero del Lavoro sono stati circa 2 milioni e mezzo i lavoratori che sono stati pagati tramite voucher, dei quali circa il 70% nel nord Italia. Purtroppo però sembra che i Voucher lavoro siano utilizzati in modo non del tutto consono a quanto si prefissava il legislatore.

Questi buoni lavoro sono infatti nati per pagare il lavoro accessorio, ossia quelle collaborazioni temporanee e saltuarie che non possono in alcun modo essere ricondotte ad un contratto di lavoro fisso. Sembra infatti che il metodo abbia aperto la porta ad alcuni utilizzi non propriamente leciti, ma che manifestano delle storture nel sistema. Ad esempio circa un lavoratore su 6, tra quelli che vengono pagati con i voucher lavoro, non ha nessuna posizione previdenziale; inoltre in 4 casi su 10 i voucher sono l’unica fonte di reddito per i lavoratori che li percepiscono.

Chi viene pagato con i voucher ha una paga fissa di 7,5 euro all’ora e questo metodo di pagamento assicura il versamento di una minima quota per il trattamento pensionistico, ma non garantisce ferie, assegni famigliari o congedo parentale o di maternità, mentre è presente la copertura assicurativa INAIL per gli eventuali incidenti sul lavoro. Da quanto si può evincere dai dati del Ministero, però, il Voucher lavoro non sta permettendo di far emergere le sacche di lavoro nero e non viene utilizzato esclusivamente per le condizioni lavorative prefigurate dalle legge Fornero negli anni passati.

I buoni lavoro infatti erano stati pensati per poter pagare in modo del tutto legale i piccoli lavori accessori che coinvolgono in genere gli studenti in vacanza, i pensionati, i lavoratori part-time, i disoccupati che percepiscono l’indennità dallo stato. Nella realtà molte famiglie e aziende utilizzano oggi i voucher per pagare qualsiasi tipo di prestazione; sono infatti molto diffusi per il pagamento di commessi e camerieri, solo per fare un esempio. La platea di lavoratori coinvolti nell’utilizzo di questo particolare metodo di pagamento è quindi particolarmente ampia, molto di più di quanto si prefigurava con la riforma del lavoro.

Voucher lavoro: il 2015 si chiude con un boom di 115 Milioni
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