Scadenza 30 giugno per il rimborso dei voucher lavoro, ecco come fare

La richiesta di rimborso dei vecchi voucher lavoro è stata prorogata al prossimo 30 giugno. Ecco come fare la richiesta

I vecchi voucher lavoro sono stati aboliti lo scorso anno, per far posto ai nuovi buoni Inps. C’è ancora tempo fino al 30 giugno, però, per richiedere il rimborso dei vecchi voucher.

La proroga è stata decisa in seguito alle tante richieste pervenute, anche perché l’abolizione di questi buoni ha fatto sì che i datori di lavoro siano rimasti provvisti di molti voucher inutilizzati. Vediamo come fare per ottenere i rimborsi di tali voucher.

Innanzitutto, va fatta una richiesta inoltrando l’istanza su modello SC52 alle strutture territoriali Inps, su cui vanno inseriti data e importo del versamento, modalità di pagamento e, se l’operazione è stata effettuata on line, il codice rilasciato dall’Inps, mentre per i bollettini postali va inserito il codice frazionario e il Vcy, vale a dire il codice identificativo di quattro cifre riportato sul bollettino.

Il rimborso verrà effettuato dopo le opportune verifiche e potrà essere ritirato nelle seguenti modalità: se inferiore ai mille euro, in contanti presso l’ufficio postale, mentre per importi superiori l’addebito avverrà su conto corrente o, a scelta, su carta prepagata.

I vecchi voucher lavoro sono stati sostituiti dai nuovi voucher Inps per il lavoro occasionale. Con questi sono stati introdotti due nuovi strumenti, il Libretto Famiglia e il Contratto di Prestazione Occasionale.

Il Libretto di Famiglia può essere utilizzato solo da privati che non hanno un’azienda e non sono liberi professionisti. Può essere quindi usato per collaborazioni domestiche, tra cui pulizia, giardinaggio e piccole manutenzioni, ma anche per attività di assistenza domiciliare agli anziani, disabili o bambini. Rientrano in queste prestazioni anche le attività di doposcuola e ripetizioni private.

Al Contratto di Prestazione Occasionale, invece, possono accedere professionisti, lavoratori autonomi, imprese, associazioni ed enti privati, e le pubbliche amministrazioni. Questi possono acquisire prestazioni di lavoro occasionale o saltuarie di ridotta entità e il prestatore non può ricevere una paga giornaliera inferiore a 36 euro. Le pubbliche amministrazioni possono usare il CPO solo per esigenze temporanee o eccezionali, per specifiche attività previste dalla legge. Le imprese agricole, invece, possono richiedere la prestazione solo a titolari di pensione di vecchiaia o invalidità, studenti di età inferiore ai 25 anni, disoccupati o percettori di prestazioni integrative del salario.

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